Urali

Persona

2016 (To Lose La Track, Fallo Dischi) | songwriter, drone

Il primo pensiero che attraversa la mente leggendo il nome Urali corre lungo l'omonima catena montuosa che taglia la Russia dal Mar Glaciale Artico al Kazakistan. A questa immagine, sia fisica che mentale, si associa quella minimale della copertina del disco di Urali: una piccola casa isolata in una terra grigia e spoglia, che si specchia in un cielo appena poco più azzurro.
Urali è il progetto musicale in solo di Ivan Tonelli, chitarrista e ingegnere del suono riminese, membro delle band Shelley Johnson Broke My Heart e Cosmetic e testa di Stop Records e Stop Studio (Girless & The Orphan, Giona, New Adventures in Lo-Fi, Talk To Me). Si definisce "cantaudrone" sul profilo Bandcamp di Urali, delineando il Dna delle sue composizioni tra songwriting, indie-folk e doom/drone music.

"Persona" è il suo secondo disco, un concept sui personaggi (reali) che ruotano nel suo emisfero affettivo, composto principalmente da tracce di chitarra - classica, elettrica, distorta in drones - e dalla voce nitida di Tonelli, che racconta canzone per canzone i suoi protagonisti. Sfidando le difficoltà di questo tipo di organico e tessitura, "Persona" non risulta affatto vuoto o in qualche maniera manchevole. Tutt'altro: il suono è pieno, avvolgente e diretto, in un album di cantautorato disarmante e intenso che cresce ascolto dopo ascolto, facendo emergere le sfumature di composizione e arrangiamento dei nove brani/ritratti della tracklist.

"George (My King)" prefigura in apertura l'equilibrata alternanza tra suoni distorti ed eleganti arpeggi della chitarra classica che caratterizza il disco, dove il climax emotivo è stavolta affidato a un tappeto del sintetizzatore e ai versi cantati: "Just create something I will recall/ Change our nothingness into gold/ Just shape something my children will touch/ Create something out of nothing/ We have to be something/ We must to be something". "Immanuel (We Don't Have To Work In Dreams)" si apre in maniera più pacata e sospesa, giocando su ritmiche e soluzioni armoniche costantemente variate dalla chitarra di Tonelli, perfettamente in linea con le melodie del cantato. I due brani che raccontano Hector - "Hector (Horror Vacui)" e "Hector (A Friend)" - compongono un'architettura di arpeggi e progressioni di accordi distorti, passaggi in strumming acustici ed esplosioni di drones che si dissolvono nel racconto successivo, "Catherine (How To Manage Anger)".

Le canzoni si susseguono in una personale e intima "Antologia di Spoon River" dove la memoria dei rapporti è in relazione al presente dell'autore, il presente delle persone raccontate così come dei suoni scelti da Urali con i suoi collaboratori in studio, Andrea Muccioli (Girless & the Orphan, delay_house) e Steve Stromvik (Hierophant, Lantern). Si ritrovano echi del cantautorato e dello stile chitarristico di Mike Kinsella (Cap'n Jazz, American Football, Owen) e di Marz Kozelek (Red House Painters, Sun Kil Moon), oltre a suggestioni sonore che arricchiscono l'ossatura dei brani, come la darkwave in "LZ (A Year Living Dangerously)".

Mentre compaiono sporadicamente altri strumenti, in "Persona" sono le composizioni per chitarra e voce a essere portate a un livello altissimo - direi unico nel panorama nazionale - in cui ogni nota e ogni passaggio risultano essenziali e preziosi.
"Persona" di Urali si svela quindi per quello che è: una delle gemme musicali realizzate in Italia nel 2016.

(18/04/2016)

  • Tracklist
  1. George (My King)
  2. Immanuel (We Don't Have To Work In Dreams)
  3. Frances (A New Neighbor)
  4. Hector (Horror Vacui)
  5. Hector (A Friend)
  6. Catherine (How To Manage Anger)
  7. LZ (A Year Of Living Dangerously)
  8. Mary Anne (The Tailor)
  9. Meadow (Nightwalk In Rome)
Urali on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.