Franck Vigroux & Reinhold Friedl

Tobel II

2016 (Monotype) | free improvisation, eai

Pur con significativi discostamenti, la musica contemporanea ha dovuto fronteggiare il trauma della sperimentazione elettronica: una frattura a partire dalla quale, a metà del XX secolo, i linguaggi si sarebbero irrimediabilmente dispersi in particelle autonome ed eversive, embrioni delle avanguardie più "libere" che ancora oggi animano lo scenario della composizione d'arte.

Ma se l'integrazione fra la strumentazione classica e il dominio analogico/digitale è ormai pratica consolidata, menti rivoluzionarie come quella di Reinhold Friedl permangono nell'idea che ci siano ancora degli spessi muri da abbattere, tabù da sradicare con forza in quanto sopravvissuti troppo a lungo. Il ventennio alla direzione dell'ensemble zeitkratzer è sempre stato volto a rivivere quel trauma, portando a una radicale sintesi cameristica la più abrasiva estetica industrial-noise.

Parimenti, l'obiettivo che Friedl si è assegnato in veste di singolo performer è quello di ribaltare, inside out, le svariate qualità sonore del pianoforte, campo d'azione ancora ampiamente esplorabile proprio a partire dal suo interno (inside-piano). Prosieguo di una ricerca iniziata alcuni anni fa, "Tobel II" lo vede nuovamente al fianco di Franck Vigroux, eclettico compositore francese altrettanto prolifico e aperto all'interscambio fra strutture rigide e improvvisazione elettroacustica.

Mentre la première era impostata su un flusso ininterrotto di media durata, arcigno e disturbante, i tre movimenti del nuovo capitolo sviluppano un discorso più sottile ed elaborato. La prima ricognizione attraversa i clangori di un antro spaventoso, dove Friedl si adopera nel replicare le tinte sinistre delle sound icons di Horațiu Rădulescu. Vigroux tiene testa allo stridore vetroso del pianoforte con virulente sorgenti noise di media intensità, come è nel suo stile; da qui in poi, infatti, l'intervento della sezione elettronica si fa più intrusivo che pervasivo, trovando la propria dimensione ideale nel secondo piano percettivo - come per il recente duo con Mika Vainio, "Peau Froide, Léger Soleil" (Cosmo Rhythmatic, 2015).

Anziché svilupparsi in crescendo, "Tobel II" si richiude in un approccio vieppiù ermetico in un processo di sottrazione che si realizza definitivamente nel terzo movimento: l'elettroacustica di Vigroux diviene un angosciante cardiogramma piatto, segnale radio inemozionale urtato da improvvisi, isolati cluster dissonanti che accentuano un senso di terrore ineffabile, incisivo proprio per la sua completa assenza di descrittività.
Un terreno d'azione prestabilito con cognizione di causa, ma che alla prova dei fatti non si dimostra abbastanza seducente, mancando di provocare quello scossone rivelatorio di cui per fortuna, in molti altri casi, la sperimentazione contemporanea è ancora capace.

(03/06/2016)

  • Tracklist
  1. Tobel A1
  2. Tobel B2
  3. Tobel C3
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