Woodpigeon

Trouble

2016 (Where Its At Is Where You Are/Boompa) | urban folk

Alla fine Mark Hamilton ha deciso di lasciare libero il suo colombaccio, ha divelto quell'iconografia forzosa e irreale che incorniciava l'immagine-simbolo del suo gruppo in sonorità eccessivamente bucoliche e delicate, dando finalmente voce a quell'insoddisfazione tenuta sotto cute, esplosa solo ora che il dolore ha preso possesso dei suoi pensieri.
I Woodpigeon non hanno mai volato alto nei meandri della critica, diventando perenne spauracchio dei detrattori del lirismo e della melodia folk-pop. Adesso che la loro musica è stata prosciugata del fervore indie-hippie che ne garantiva la visibilità, la band si è rifugiata in un volontario oblio, che viene sancito con una limited edition della versione fisica dell'album.

Il gruppo canadese ha lasciato anche la patria in cerca di un nuovo fulcro creativo, il doloroso commiato da una relazione dagli effetti devastanti e la disillusione artistica hanno spinto Mark Hamilton in Turchia e Argentina, dove Sandro Perri ha infine messo insieme tutte le perplessità e le disillusioni del musicista, tratteggiando il primo vero capolavoro del gruppo.
Messe a nudo le strutture liriche, "Trouble" si distacca dal fascino neo-folk che aveva tirato in ballo Simon & Garfunkel (ancora citabili in "Whole Body Shakes") e i Belle & Sebastian, spostando le atmosfere verso un pop raffinato che rafforza le similitudini coi Prefab Sprout (il fine minimalismo di "No Word Of A Lie"), abbraccia i Roxy Music di "Avalon" (il decadente crescendo di "Fence") e i Blue Nile di "Hats" (le atmosfere noir di "The Falling Tide").

Era dai tempi di "The Downtown Lights" che il mal de vivre non era stato descritto con tanta potenza lirica: "Faithful" mette in poesia la depressione e la solitudine con una melodia memorabile, mentre il break-up ritmico di "Devastating" propone un mix di letteratura gotica e nichilismo mitteleuropeo, sfiorando un inedito ibrido tra il kraut e l'art-rock.
Piccoli scampoli di nostalgico folk-pop ("Canada"), brevi incursioni nella sperimentazione ("Picking Fights") e la nobile presenza di Mary Margaret O'Hara ("The Accident") sottolineano altresì un miglioramento rilevante del songwriting.
Mark Hamilton si è lasciato alle spalle tutte le ingenuità del passato al punto da osare perfino un'ibridazione tra gli Auters e i Fleetwood Mac nell'ipnotica "Sovkino", per poi chiudere le danze con un tocco di classe ("Rooftops") che mette in relazione tradizione e innovazione cantautorale.

Splendida, infine, anche la parte grafica, che non solo diversifica la copertina tra il formato Lp e Cd, ma cita anche la cover di "Unrequited" di Loudon Wainwright III.
Con "Trouble" i Woodpigeon hanno finalmente preso il volo, le fragili tematiche indie-folk si sono evolute verso un folk-soul urbano e pulsante. I canadesi non sono più uno sfigato gruppo alternative, bensì una delle poche certezze del contemporaneo dreamscape sonoro.

(13/06/2016)



  • Tracklist
  1. Fence
  2. The Falling Tide
  3. Devastating
  4. Canada
  5. No Word Of A Lie
  6. Faithful
  7. Picking Fights
  8. Sovkino
  9. Whole Body Shakes
  10. The Accident
  11. Rooftops




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