Yumi Zouma

Yoncalla

2016 (Cascine) | alt-pop, chillwave

Infine il momento della prova sulla lunga distanza è arrivato anche per i Yumi Zouma, la più luminosa novità degli ultimi anni in materia chillwave e dintorni. Per quanto trend abbastanza diffuso negli ultimi anni, la loro strategia di muoversi inizialmente attraverso la pubblicazione di Ep si è rivelata fruttuosa, per non dire quasi necessaria, se si considera la notevole distanza geografica che ha separato due dei quattro membri dalla natia Nuova Zelanda. Sorprende poco, quindi, come i pezzi composti per il loro primo album in studio siano arrivati nel primo momento in cui l'adesso quartetto si è trovato a condividere gli stessi spazi (cioè, nel mentre del tour che ha portato la band a girare il mondo), e riunire quindi le idee senza il filtro intermedio di una connessione Internet. Come prevedibile, "Yoncalla" risente inevitabilmente di questo nuovo approccio compositivo, e l'atmosfera che lo permea difforme da quanto apprezzato nei precedenti progetti.
Laddove gli Ep presentavano canzoni dai contorni stilistici ben definiti e sensibilmente variati lungo la tracklist (per quanto naturalmente accomunati dall'aura soffusa e sognante della produzione, nonché da una scrittura contraddistinta da venature indie-pop), la maggiore coesione creativa del quartetto ha portato a un appianamento parziale delle leggere divergenze di scaletta, a favore di una maggiore omogeneità inter-traccia. Se da un lato il risultato si traduce in una maggiore compattezza e in un'identità progettuale ben più tangibile, dall'altro le variabili messe in atto in precedenza scongiuravano senza grossi complimenti cali di attenzione e problemi di memorabilità, mostrando una qualità media altissima se confrontata a interpreti dello stesso filone.

Lungi dall'essere un disco insufficiente, "Yoncalla" finisce purtroppo con lo scontare in non poche occasioni suddetti impicci, svelando una certa opacità di scrittura e un lieve appannamento nel processo produttivo, che nella combinazione di suggestioni dance e di nuance sophisti-pop aveva individuato una nicchia espressiva di prim'ordine. Non che tale amalgama sia scomparso, anzi nei momenti migliori riaffiora con forza analoga rispetto al recente passato ("Keep It Close To Me", battito ciondolante costruito a spunti balearici in zona Air France; "Better When I'm With You", a lasciar flirtare i Yumi Zouma con interessanti ipotesi nu-r&b e una maggiore spigolosità ritmica). Eppure, non sono rari i casi nei quali tale meccanismo semplicemente smette di funzionare a dovere, che avvenga sfruttando vecchi moduli senza la stessa anima iniziale ("Remember You At All", che tenta invano di riallacciarsi ai pattern lo-fi a cavallo tra sophisti-pop e dream-wave del primo Ep, provando a innestarvi confusamente spunti urban-pop), oppure accostandosi senza colpo ferire al sound classico di casa Cascine, con tutte le consuete vaporosità e tutti gli ondeggiamenti onirici del caso (l'introduttiva "Barricade (Matter Of Death)").

Se è vero che il mood generale di "Yoncalla", grazie agli stimolanti contributi di chitarra spesso in zona surf-pop (impossibile non rintracciare un pizzico di Real Estate in "Haji Awali"), e al tocco atmosferico dei sintetizzatori, premia l'uscita estiva del disco, che si mostra quindi perfetto per passeggiate in riva al mare e i più romantici tra i tramonti, d'altro canto non si riesce ad andare oltre questa cornice descrittiva, a rendere l'album capace di muoversi sui suoi piedi anche senza la necessità di un contesto specifico. Lungi dal pretendere una nuova "Alena", la sensazione rimane quella di un disco che nella maggior parte della sua (pur breve) durata sembra voler compiacere i propri espedienti sonori, esaltandoli a scapito di interpretazione e scrittura. Un peccato, visto come la cooperazione dei tre elementi aveva invece esaltato le buone qualità del quartetto.
Non mancano i bei motivi (le suddette "Haji Awali" e "Better When I'm With You", "Text From Sweden", disco-music al rallentatore con una bella alternanza maschile-femminile nel ritornello), ma complice l'assetto un po' monocorde della voce di Christie Simpson, subentrata a Kim Pflaum, e una generale ripetitività dei moduli melodici (non bastano notevoli spunti di basso e belle spinte electro-dance a esaltare l'inconsistenza di penna del binomio conclusivo), resta ben poca traccia nel complesso di una linea canora, di un refrain, di uno spunto lirico degno di nota.

"Yoncalla", al di là di tutto, scende comunque che è un piacere, sa accattivarsi la simpatia dell'ascoltatore, svolge perfettamente la sua funzione di accompagnamento. Tutt'altra era la pasta però, da ogni punto di vista, di cui erano formati gli Ep: il presentimento è che investendo nuovamente su questo formato i Yumi Zouma torneranno a dare nuovamente il meglio di sé.

(08/08/2016)

  • Tracklist
  1. Barricade (Matter Of Fact)
  2. Text From Sweden
  3. Keep It Close To Me
  4. Haji Awali
  5. Remeber You At All
  6. Yesterday
  7. Better When I'm By Your Side
  8. Short Truth
  9. Hemisphere
  10. Drachma


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