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Metaphors: Selected Soundworks From The Cinema Of Apichatpong Weerasethakul

2017 (Sub Rosa) | soundtrack, field recordings, sound art

Artista in senso ampio e multidisciplinare, Apichatpong Weerasethakul ha narrato la sua visione del mondo per mezzo del cinema, della sound art e dell’installazione video, elevando ad allegoria universale gli scenari naturali e gli umili insediamenti umani nelle regioni più isolate della Thailandia. Il realismo magico che ammanta le lente narrazioni delle sue pellicole, recitate da attori non professionisti, ha affascinato le giurie di Cannes e Venezia sino a valergli la Palma d’Oro per “Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti” (2010).

Questa prima raccolta su disco, edita dalla prestigiosa Sub Rosa, intende restituire in forma sonora le atmosfere e i motivi portanti della dimensione poeticamente onirica plasmata da Weerasethakul nel corso degli anni: ciò si realizza con una selezione di contributi che sono da intendersi come aspetti complementari della stessa libera partitura emozionale, capace di accostare ricchi paesaggi sonori, canti tradizionali e hit radiofoniche coeve alle fasi di ripresa.
Le sequenze più associabili ai rispettivi film, paradossalmente, sono i field recordings stratificati e manipolati in studio dai compositori Akritchalerm Kalayanamitr e Koichi Shimizu: diorami conchiusi che evocano notturni forestali immoti o placidamente piovosi, animati da monologhi di uccelli, insetti e bovini solitari (“Dawn Of Boonmee”), solo occasionalmente scossi da minacciosi tumulti sotterranei (“Roar”) o accompagnati da strumenti musicali altrettanto solitari (“For Tonight”).

Dal lato più propriamente musicale della tracklist, la lamentosa tonalità minore del post-rock “Memory Of The Future” (dalla colonna sonora di “Syndromes And A Century”, 2006) fa eccezione rispetto al mood spigliato e vagamente kitsch delle meteore in rappresentanza del più zuccheroso pop-rock orientale (“Straight” dei Fashion Show e la conclusiva “Acrophobia” dei Penguin Villa di Bangkok).
Su disco come sul grande schermo, comunque, è l’estratto dal recente “Cemetery Of Splendour” a brillare come un diamante tra tante pietre povere: “Destiny” è un commovente canto materno ricuperato dalla memoria infantile, nenia volta a lenire la degenza di soldati còlti da un misterioso sonno comatoso.

Le suggestioni compilate in “Metaphors” vanno così a costituire quella che il maestro Ryuichi Sakamoto ha entusiasticamente definito una “totalità di suono e musica”, obiettivo ambizioso nel riassumere un corpus cinematografico così singolare ed estraneo ai nostri canoni narrativi. Il fascino di queste sonorità purtroppo non sopperisce a un’esperienza d’ascolto complessivamente poco coinvolgente e dai contrasti molto netti, meritevole per la valenza documentaria e d’archivio ma “sfuggente” nel suo senso ultimo.

(10/11/2017)

  • Tracklist
  1. Koichi Shimizu - Reverberation
  2. Fashion Show - Straight
  3. Akritchalerm Kalayanamitr - Dawn of Boonmee
  4. Koichi Shimizu, Akritchalerm Kalayanamitr - Sharjah and Java
  5. Chai Bhatana - Mekong Hotel
  6. Chaibovon Seelukwa - The Anthem
  7. Koichi Shimizu - Jenjira's River
  8. Kantee Anantagant - Smile
  9. Peerapong Chalermyothin - Intimacy
  10. Koichi Shimizu - Memory of the Future
  11. Nophalux Kosakorn - For Tonight
  12. Akritchalerm Kalayanamitr - Roar
  13. Apinya Unphanlam - Destiny
  14. Penguin Villa - Acrophobia


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