AA.VV.

Touch Movements

2017 (Touch) | sperimentale, sound art

Touch ha sempre significato culto del suono e della variegata ricerca attorno a esso. Trentacinque anni di passione intransigente hanno reso l’etichetta londinese uno dei più solidi pilastri in materia sperimentale, nonché una seconda casa per sound artist oggi riconosciuti a livello mondiale. “Multimedia project” è, in effetti, una terminologia decisamente più calzante per coglierne l’identità, che nel tempo ha incluso anche residenze artistiche, workshop ed eventi live.

Le linee di continuità dal 1982 a oggi sono tanto evidenti quanto difficili da sintetizzare: la prima consiste nell’approccio sempre nuovo alla materia sonora, afferente a un’idea allargata di composizione che tra gli altri include la drone music, il field recording e la più ibrida contaminazione elettroacustica; una seconda coincide invece col percorso artistico del singolare designer Jon Wozencroft, co-fondatore della label, che ha “rivestito” ogni pubblicazione con creazioni visive pregnanti ed evocative.
Compilata nel corso di tre anni, “Touch Movements” è la prima antologica in forma di art book con l’intento di delineare e riassumere le straordinarie forze creative confluite nel progetto nel corso dei decenni, dai decani più affermati alle recenti rivelazioni emergenti.
Obiettivo doppiamente ambizioso, se consideriamo che la raccolta su cd si compone di 34 tracce che – escludendo brevi frammenti vocali d’archivio – hanno una durata media di circa tre minuti ciascuna: è una sfida da veri maestri condensare la propria visione nel tempo di un singolo radiofonico, specie se gli stilemi di riferimento sono intrinsecamente anti-narrativi, talvolta riferibili soltanto a se stessi.

Si può dunque agire per diretta sottrazione, come CM von Hausswolff (“Sine Missing One”, un’onda corta statica e inespressiva) o la scheggia degli ospiti speciali Wire, che gettano una distorsione lancinante e interrogativa; Chris Watson inscena una sorta di trailer cinematico (“Deepcar”, diviso tra suono in presa diretta e fredda ritmica ambient-techno), mentre la giovane Bethan Kellough schiude con immensa grazia un brevissimo spiraglio di luce tra delicati scampanellii.
Alle tante sfaccettature della manipolazione elettronica – da Mika Vainio* a Peter Rehberg e Mark Van Hoen – si affianca anche il gusto neoclassico di Hildur Guðnadóttir, Jóhann Jóhannsson e Claire M Singer, così come le estetiche pienamente conformate di luminari quali Jim O’Rourke, Philip Jeck (un tuffo improvviso nella sua allucinata “hauntology”) e Christian Fennesz (la sua personale dissezione di “Paint It Black” degli Stones, rimasterizzata dopo quasi vent’anni). Davvero originale l’utilizzo della stereofonia nel contributo di Oren Ambarchi, che sdoppiando un field recording di passi diretti verso una porta conduce a una stanza sonora in cui si fanno strada un riff rockeggiante “diegetico” e lo spessore della sua chitarra effettata.

Nelle intenzioni come nel risultato, dunque, viene a crearsi un “libro audio” che nell’apparente incomunicabilità reciproca delle sue parti instaura un proprio filo discorsivo, una visione globale e discretamente emozionale su un panorama i cui contorni sono ancora oggi sfuggenti e in costante ampliamento. Se anche l’oggetto fisico sarà un pezzo da collezione per pochi (edizione in mille copie), il documento audio rimarrà una guida ragionata e conchiusa ai suoni fondanti dell’inestimabile roster Touch.


* Anche se forse non lo saprò mai con assoluta certezza, mi piace pensare che "Behind The Radiators" sia un estratto della performance site-specific "Mindfall" per la quale Vainio, il 5 marzo del 2014, ha dialogato con un'installazione di Micol Assaël all'Hangar Bicocca di Milano. Schivo come suo solito, consegnò al pubblico un ennesimo saggio del suo stile ermetico e abrasivo.

(08/01/2018)

  • Tracklist
  1. Into The Open
  2. Mika Vainio – Behind The Radiators
  3. AER – Just Before Dawn
  4. Bethan Kellough – Twelve
  5. Wire – A Year A Second [For BCG]
  6. London In A Week
  7. Carl Michael Von Hausswolff – Sine Missing One
  8. Chris Watson – Deepcar
  9. Jana Winderen – Bronx Tunnel
  10. The Magical Land Of The North
  11. Claire M Singer – Storr
  12. Hildur Guðnadóttir – Death 200AD
  13. Three 20 – Four Twelve
  14. Philip Jeck – Deed Of Gift
  15. Walking On Water
  16. Simon Scott – Storm Of The Fens
  17. Eleh – Overt One
  18. The Love Train
  19. Russell Haswell – Demons
  20. Heitor Alvelos – Expectant
  21. I’m A Schoolteacher On Holiday
  22. Jóhann Jóhannsson – Mingyun
  23. Mark Van Hoen – Prescient
  24. Fennesz – Paint It Black (remastered)
  25. Sohrab – JV Dream
  26. It’s Enough To Make You Weep
  27. Strafe FR – Virgin
  28. Before The Sea @ Falasarna
  29. Jim O’Rourke – Despite The Water Supply
  30. Situation Stabilised / BJ Nilsen – Atom Mother
  31. Peter Rehberg – Cinecom
  32. Gateway To The Garden
  33. Oren Ambarchi – Testify
  34. The Sound Of Eleven
AA.VV. on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.