Aimee Mann

Mental Illness

2017 (Superego Records) | country, folk-pop

Abbandonate le pulsioni rock di "Charmer" e quelle più easy del progetto in duo con Ted Leo "The Both", Aimee Mann riprende il discorso interrotto cinque anni fa, recuperando le atmosfere più letterarie e quasi cinematografiche che avevano impreziosito album come "Lost In Space" e "Bachelor Nº 2 - Or, The Last Remains Of The Dodo".
Il nuovo album "Mental Illness" non risente delle pressioni dell'industria discografica, o di quelle logiche commerciali che avevano deviato in parte il tono indolente e malinconico delle creazioni della raffinata cantautrice della Virginia. "Ora che nessuno acquista più dischi posso fare quello che voglio", ha dichiarato Aimee Mann in una recente intervista, ed è quello che accade nelle undici tracce dell'album, undici storie su quelle piccole e grandi follie quotidiane che spesso sono l'anticamera della depressione.

Confermato al banco di produzione per la quarta volta, Paul Bryan non è riuscito a tenere nascosta la sua passione per Nick Drake, ma per quanto abbia provato a corrompere il suono di "Mental Illness", alla fine ha prevalso un delicato country dai toni orchestrali più affine ai Carpenters, a Loggins & Messina o ai Bread, quest'ultimi una delle grandi ispirazioni di Aimee Mann.
Il tono degli arrangiamenti non è mai invadente, anzi quasi impalpabile, al punto da conservare un mood quasi acustico e unplugged, e questa scelta permette alla raffinata e ricca scrittura di far brillare ogni episodio di luce propria.

Alla maniera dell'ultimo Father John Misty, Aimee Mann ritorna nei luoghi sotterranei dell'easy listening, regalandoci un piccolo gioiellino chamber-pop come "Knock It Off" e aggiungendo al proprio canzoniere delle autentiche gemme come "Rollercoasters" e "Lies Of Summer": due brani che evocano il Neil Young dei tempi di "Harvest" e "After The Gold Rush".
"Mental Illness" sarà sicuramente ricordato dai posteri come il suo album più triste e introspettivo, infatti neanche la delicata e cristallina melodia di "Goose Snow Cone" e il refrain più pop di "Patient Zero" (i due singoli) ne scalfiscono il tono greve e sofferto.
Spetta a "Simple Fix" il compito di smuovere le acque, grazie a un incedere più sostenuto e a un originale tocco retrò, che dona al brano un malizioso fascino da evergreen e lo status di potenziale terzo singolo.

Privo di compromessi e ricco di melodie memorabili, l'ultimo disco di Aimee Mann mette a fuoco un'umanità in perenne bilico tra la menzogna e la follia, eppur in costante ricerca di attenzioni e affetti reali, quelli che traspaiono nell'autobiografica "Goose Snow Cone" e nella surreale "You Never Loved Me".
Ed è in questa costante ricerca delle più oscure logiche mentali che risiede il fascino di "Mental Illness", un rientro in gran forma per la musicista americana, più attenta che mai alla veste sonora delle sue canzoni, al punto da citare le straordinarie orchestrazioni che Paul Buckmaster creò per l'album di Elton John "Madman Across The Water" nella conclusiva "Poor Judge": una delle ballate più profonde e accorate che l'autrice abbia mai scritto, nonché perfetto sigillo di uno dei ritorni più avvincenti di questo 2017.

(29/04/2017)



  • Tracklist
  1. Goose Snow Cone
  2. Stuck In The Past
  3. You Never Loved Me
  4. Rollercoasters
  5. Lies Of Summer
  6. Patient Zero
  7. Good For Me
  8. Knock It Off
  9. Philly Sinks
  10. Simple Fix
  11. Poor Judge




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