Alex Cameron

Forced Witness

2017 (Secretly Canadian) | retro-pop

E’ sempre più evidente il perché dell’interesse dei Foxygen per Alex Cameron, Jonathan Rado aveva infatti già intravisto nelle pieghe del suo esordio “Jumping The Shark” quel malsano mix di cantautorato folk-pop ed elettronica anni 80 che trova ora la sua apoteosi in questo secondo capitolo, “Forced Witness”.

L’obiettivo del nuovo disco del musicista australiano è palese, le dieci canzoni infatti celebrano un periodo ben preciso della storia del rock, ovvero quel momento per alcuni magico, per altri nefasto, durante il quale le gioie del mainstream e dell’elettro-pop contagiarono l’intellighenzia dello star system, spingendo artisti come il Boss verso il calderone emotivo di “Tunnel Of Love”. Ed è senz’altro Bruce Springsteen il primo nome che viene in mente ascoltando le note dell’introduttiva “Candy May” e delle successive tracce di “Forced Witness”, ma il timbro vocale più dimesso e algido scivola in piacevoli deja-vu, che evocano sia i veterani Echo And The Bunnymen, che i contemporanei Future Islands (“Country Figs”).

Alex Cameron non si nasconde dietro inutili paraventi intellettuali, giocando con le note alla maniera dei migliori gruppi pop odierni nel festoso groove di “Runnin’ Outta Luck” (inserita peraltro nella colonna sonora del nuovo film di Gabriele Salvatores “Il Ragazzo Invisibile - Seconda Generazione”), o provocando la criptica Angel Olsen nel delizioso duetto stile Meat Loaf di “Stranger’s Kiss”.
La scrittura non è sempre all’altezza (“True Lies”, “Studmuffin96”), ma Cameron sopperisce alle inevitabili lacune preservando un tono leggiadro e disincantato che garantisce quaranta minuti di puro divertimento. Inoltre il sax di Roy Molloy e la produzione di Jonathan Rado snelliscono la materia prima, levigando quelle asperità che minacciavano di relegare “Forced Witness” a potenziale ibrido tra pop e cantautorato.

Le citazioni disco-music alla John Grant di “The Chihuahua”, il pop-pastiche da radio Fm di “Marlon Brando” e il contagioso refrain di “Politics Of Love”, che entra nel terreno dei Future Islands di "Singles", completano un album divertente e piacevole come pochi.
Alex Cameron ha scelto di giocare con l’esiguità della musica pop, e il risultato è molto più profondo e arguto di quanto facciano presagire i presupposti, anzi, con tutto il rispetto per Rado e France, questa volta l’allievo ha superato il maestro.

(06/01/2018)



  • Tracklist
  1. Candy May
  2. Country Figs
  3. Runnin' Outta Luck
  4. Stranger's Kiss
  5. True Lies
  6. Studmuffin96
  7. The Chihuahua
  8. The Hacienda
  9. Marlon Brando
  10. Politics Of Love




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