Anohni

Paradise

2017 (Secretly Canadian) | art-pop, electro-songwriter

L'unico modo per ottenere "I Never Stopped Loving You", settima traccia di questo "Paradise" Ep, è mandare un'e-mail alla stessa Anohni, condividendo con lei un proprio pensiero intimo sulle speranze per il futuro. Io l'ho fatto, e un paio di giorni dopo è arrivata la risposta, con il pezzo in allegato e la richiesta di non condividerlo con nessuno - piuttosto di suggerire a chiunque sia interessato all'ascolto di mandarle a sua volta una mail. Anohni vuole il coinvolgimento dei propri ascoltatori, vuole scuoterci il più possibile dalla sedia e farci sentire in prima persona l'urgenza dei temi che più le stanno a cuore. Già "Hopelessness" non faceva prigionieri, con i suoi clangori elettronici e i suoi testi incompromissoriamente crudi e accorati, e l'aggiunta di "Paradise" segue nel solco.

Sette pezzi in totale quindi, sempre co-prodotti con la strana coppia Lopatin/Mohawke, che ancora una volta attaccano allo stomaco ma che in altri momenti repellono volontariamente le orecchie, mentre la voce di Anohni tuona e rimbomba attraverso droni e suonini in HD. L'apertura di "In My Dreams" sembra quasi l'attacco di un pezzo ethereal-metal, ma il momento dello scoppio rumoristico non arriva, lasciando semmai alla possente "Paradise" il compito di intavolare la discussione e puntare il dito, soprattutto nel momento in cui decanta:
My Mother's hand
Her gentle touch
My Father's hand
Rests on my throat
"Jesus Will Kill You" è un altro titolo impossibile da evitare, il pezzo striscia rumoroso e gracchiante e non vuole proprio farsi piacere, come del resto è spiacevole l'immaginario descritto dal testo, che accusa senza rèmore tutti quelli che abusano del proprio potere in nome di Gesù.

Fortuna che, anche a questo giro, ci sono pezzi dove, oltre all'urgenza del messaggio, Anohni allega una musicalità pura e semplice che sa emozionare; "You Are My Enemy" è come un canto sacro, una linea d'organo increspata da un beat appena accennato e la voce che si eleva verso toni gospel, "Ricochet" avanza imponente su una bellissima e ariosa melodia pop con forti controcanti in aria di soul, mentre il finale di "She Doesn't Mourn Her Loss" è quasi bucolico con la sua linea di flauti e chitarra acustica - chiaro contrasto con le drammatiche liriche del testo.

Non c'è proprio modo facile per associarsi al nuovo corso di Anohni. Usare la propria arte per portare avanti un pensiero socio/politico di tale importanza con simile convinzione è sicuramente un'arma a doppio taglio, e chi si è sentito scaldare il cuore nel corso degli anni con i dischi assieme ai Johnsons, può benissimo trovarsi spaesato di fronte a questa svolta elettronica dove l'anima è stata avvolta da nubi di tossico fumo nero - esattamente come la Terra sulla quale viviamo, ci tende a precisare la stessa autrice. Nel proprio intimo, ognuno di noi avrà il modo migliore per passare dall'ideale all'azione come meglio crede, e se crede. Quel che davvero preme ad Anohni è di non lasciar posto all'inerzia.

(26/03/2017)



  • Tracklist
  1. In My Dreams
  2. Paradise
  3. Jesus Will Kill You
  4. You Are My Enemy
  5. Ricochet
  6. She Doesn't Mourn Her Loss
  7. I Never Stopped Loving You (bonus track)


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