Ariel Pink

Dedicated To Bobby Jameson

2017 (Mexican Summer) | psych-pop

Eccentrico e trasognato, Ariel Pink è una delle figure più sfuggenti del nuovo pop psichedelico: un onnivoro cannibale di quelle suggestioni musicali che dagli anni 60 agli anni 90 hanno scandito le istanze giovanili. Un personaggio quasi fiabesco, capace di fare a brandelli intere scale armoniche per poi rimodellarle in eteree e impalpabili suggestioni vintage.
Uscito dalle ombre di un cospicuo seguito cult, Ariel Pink ha abbracciato la notorietà con lo stesso spirito dadaista che ha profuso nei suoi avventurosi capitoli con gli Haunted Graffiti. Il successivo approdo alla 4AD ha permesso al musicista di definire il suo stile senza perdere nemmeno un briciolo della sua proverbiale impertinenza, un ciclo stilistico che con "Pom Pom" ha toccato la punta estrema della sofisticazione stilistica.

Il cambio di scuderia, con il passaggio alla Mexican Summer, appare come un segnale di inversione di rotta per il ragazzo di Beverlywood, inaugurando un nuovo corso dove l'esuberanza corrente non collima inevitabilmente con l'abbondanza degli esordi, ripristinando in parte toni più oscuri e lo-fi.
Il nuovo album di Ariel Pink è un disco quasi terapeutico, un omaggio a Bobby Jameson, musicista scoperto da Andrew Loog Oldham, che negli anni 60 godette di una momentanea notorietà collaborando con Rolling Stones e Frank Zappa, prima di essere fagocitato da un turbinio di problemi personali (alcol, droghe e vari tentativi di suicidio), per poi ricomparire nel 2007 sorprendendo tutti coloro che lo avevano dato per morto già da anni.

L'album azzarda un parallelismo tra la figura di Ariel e quella di Bobby, entrambi outsider di un sistema discografico del quale è più facile diventare vittima che protagonista. A far da cornice, la solita miscela sonora ricca di raffinate citazioni che mescolano soul, pop, elettronica, new wave, beat e psichedelia con lo stesso spirito pioneristico di una stazione radio pirata degli anni 70 e 80.
Come in una sequenza radiofonica, "Dedicated To Bobby Jameson" alterna episodi brillanti a tracce leggermente sottotono, tutte comunque funzionali al racconto appassionato della figura di Jameson, ed è in quest'ottica che si riesce a perdonare in parte la minor incisività del progetto.

Il vortice armonico della vellutata "Another Weekend", la provocante sensualità di "Kitchen Witch" e il delizioso refrain del piccolo gioiellino glam "Bubblegum Dreams" confermano lo stile policromo e originale del musicista, che non dimentica mai di iniettare le sue canzoni di autentica tenerezza ("Do Yourself A Favor") e passione ("Death Patrol").
Nostalgia e innocenza continuano a collimare nell'universo di Ariel Pink, il quale spinge ai limiti il suo citazionismo anni 80 coinvolgendo in un sol brano Cure e Psychedelic Furs ("Feels Like Heaven"), scomodando Gary Numan ("Santa's In The Closet") e perfino i Buggles di "Video Killed The Radio Star" ("Time To Live"). Questa volta però prevale un senso di amarezza e disorientamento quasi psicologico, la disillusione è il linguaggio prevalente delle liriche, mentre la proverbiale capacità del musicista di catturare melodie ingegnose non è sempre del tutto a fuoco.

Oltre alle ovvie tracce di raccordo, che da sempre fanno da collante negli album di Ariel, questa volta ci sono alcuni riempitivi che non aiutano la fruizione, relegando "Dedicated To Bobby Jameson" a episodio lievemente meno energico della sua discografia.
Senza alcun dubbio per un personaggio come Ariel Pink vale la regola del "prendere o lasciare", ed è quindi naturale che anche un progetto meno innovativo o calibrato non infici il suo profilo artistico, ma è innegabile che questa volta più che rischiare e innovare il musicista abbia preferito consolidare il suo status.

(17/09/2017)



  • Tracklist
  1. Time To Meet Your God
  2. Feels Like Heaven
  3. Death Patrol
  4. Santa's In The Closet
  5. Dedicated To Bobby Jameson
  6. Time To Live
  7. Another Weekend
  8. I Wanna Be Young
  9. Bubblegum Dreams
  10. Dreamdate Narcissist
  11. Kitchen Witch
  12. Do Yourself A Favor
  13. Acting




Ariel Pink su OndaRock
Recensioni

ARIEL PINK

Pom Pom

(2014 - 4AD)
Ritorna in grande spolvero il solito Mister Pink, tutto ambiguità e controversie

ARIEL PINK'S HAUNTED GRAFFITI

Mature Themes

(2012 - 4AD)
Un nuovo viaggio psichedelico nel ritorno del musicista californiano

ARIEL PINK'S HAUNTED GRAFFITI

Before Today

(2010 - 4AD)
L'esordio su 4AD del camaleontico compositore fai da te californiano

ARIEL PINK

Ariel Pink's Haunted Graffiti 3-4: Scared Famous

(2007 - Human Ear)
Ariel Marcus Rosenberg, in arte Ariel Pink, nome nuovo dell'estremismo indie

News
Ariel Pink on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.