Band Of Holy Joy

Funambulist We Love You

2017 (Tiny Global) | post-punk-folk

In un panorama musicale che molti precepiscono come avaro di originalità e innovazione, abbiamo più che mai bisogno di visionari, di illuminati che siano abili nel tracciare sentieri dove raccogliere emozioni e idee, ed è questo uno dei motivi che in verità mi lega da oltre trent’anni alla Band Of Holy Joy. Il collettivo inglese si è sempre dimostrato abile nel descrivere la solitudine della società industrializzata, grazie a una sofisticata teatralità lirica, in bilico tra tragedia e fantasia. Anche adesso che la più stravagante strumentazione di un tempo è stata in parte sostituita da un assetto più tradizionale, nulla è andato perduto del loro desueto art-pop da music-hall.

“Funambulist We Love You” è l’ennesimo capitolo di un racconto sonoro che, dispostosi su trame folk-rock e baroque-pop, ha attraversato indenne le tentazioni del successo, prima rifiutando le lusinghe del post-punk, e poi quelle meno nobili del britpop, lasciandosi scivolare addosso la confusione stilistica del nuovo millennio.
Con Johny Brown unico vero superstite della formazione originale, la Band Of Holy Joy non ha perso nulla di quel profilo bohémienne che ha incrociato Pogues, Jacques Brel, Tom Waits e David Bowie, mettendo il tutto a servizio di una scrittura di eccellente caratura, permettendo al gruppo di affrontare sia le pulsioni funky-beat di “A Connecting Ticket” che il furore noir e malinconico di “A Lonesome Dove”, con la stessa maestria e saggezza.

C‘è una lieve attitudine punk nella band inglese, non solo nel cantato sgraziato alla maniera dei Fall o dei Pil, ma anche nell'atipica epicità delle armonie barocche che potrebbero uscire sia da un disco di Ian Hunter (“The Song Of Casual Indifference”) che da uno di Joan Baez (“To Leave Or Remain”).
Nelle trame più pop di “A Revivalist Impulse” non è difficile rintracciare la stessa gaiezza dei Pulp, mentre “A Beautiful Cat” scivola verso toni teatrali alla Marc Almond, confermando l’attitudine a volte surreale e poeticamente sardonica della band.

“Funambulist We Love You” è l’album della rinascita per Johny Brown e compagni, e non solo perché il musicista nella title track racconta senza timori i dubbi e le incertezze di un percorso artistico spesso difficile e impopolare, ma soprattutto per la lucidità che trasuda dalle languide note di “The Song Of Passionate Intensity”, perfetta sintesi di quella sensibilità da vecchio gitano che, pur avendo perso per strada la sua vecchia fisarmonica, ha raccattato un organo, una chitarra e un nugolo di cari amici per tornare a raccontarci il lato oscuro della urban life.

(29/01/2018)



  • Tracklist
  1. A Revivalist Impulse
  2. To Leave Or Remain
  3. A Lonesome Dove
  4. The Song Of Casual Indifference
  5. A Connecting Ticket
  6. The Song Of Passionate Intensity
  7. Beautiful Cat
  8. Funambulist We Love You


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