Bee Bee Sea

Sonic Boomerang

2017 (Dirty Water / Wild Honey / Glory) | garage-rock'n'roll

Sbucati dalla rediviva scena della provincia mantovana (precisamente Castel Goffredo, operoso polo di produzione della calza) due anni fa con l'omonimo esordio, i Bee Bee Sea sono a tutti gli effetti il gruppo rivelazione dell'underground italiano, anche se con questo “Sonic Boomerang” si può già parlare di piena conferma. Il trio virgiliano composto da Damiano Negrisoli, Giacomo Parisio e Andrea Onofrio in questo biennio si è speso soprattutto in chiave live, ottenendo importanti riscontri sia come spalla di act internazionali (Black Lips, Thee Oh Sees, gruppi con i quali le affinità non mancano affatto) che come ospiti di primo piano in venue rilevanti – almeno su scala nazionale - quali il Rainy Days Fest di Marina di Ravenna. In parallelo, l'attività in studio non si è mai fermata e così, dopo aver licenziato nel 2016 il breve Ep “3 Songs & Jacques Dutronc”, i Bee Bee Sea sono tornati ad affidarsi a Brown Barcella e Alessio Lonati presso il Tup Studio di Brescia, per sfornare un secondo album che si erge a manifesto di una formazione a oggi più accreditata negli States che dalle nostre parti, e non senza una logica.

Il sound del terzetto lombardo guarda infatti soprattutto oltreoceano e pesca a piene mani da quello psych-rock che negli ultimi dieci anni è risorto dalle ceneri, ma abbinandolo a un garage-rock'n'roll sessantiano e a un gusto melodico che potrebbe essere figlio di moltissime provenienze, non ultima quella del beat francese che i ragazzi ammettono di apprezzare – la cover di “Je Suis Content” di Dutronc già lo dimostrava un anno e mezzo fa. Ci si addentra così in un repertorio fatto di assalti sonori e melodie cristalline che esplodono nei ritornelli, un mix che trova fin dalla title track pieno compimento in un pezzo su di giri e contraddistinto da un'indole fuori controllo che i Bee Bee Sea devono aver conosciuto condividendo il palco con John Dwyer. Il metronomo schizzato di “This Dog Is The King of Losers” opta invece per la faccia weird della stessa moneta, ma la potenza di fuoco dei mantovani non ne esce minimamente intaccata, anzi è proprio nei cinque minuti e mezzo del brano più lungo del lotto che la ricetta “sonica” trova il massimo equilibrio tra gli ingredienti.

Se il garage-rnr di “DI Why Why” pennella orizzonti West Coast, “No Fellas” mostra il lato più propriamente punk – alla maniera dei Ramones, s'intende - dei Bee Bee Sea. “Chum On the Drum” abbassa il ritmo pur mantenendo il muro sonoro intatto, “Psycho Babe” torna ad abbracciare lo psych-rock così come lo intendono i Black Lips, che erano e restano il punto di riferimento principale. I capitoli più compassati sono le due parti di “I Shouted”, immerse in un rnr malinconico e retrò che richiama gli Allah-Las. Il fatto stesso che si sia scomodata la statunitense Dirty Water Records – a fianco dell'italiana Wild Honey e della casalinga Glory – testimonia che certi riferimenti non sono affatto campati per aria, e che l'interesse riscosso di là dall'Atlantico (tutte le anteprime sono uscite per testate a stelle e strisce) è palpabile.
Che altro aggiungere? Se ancora non l'avete fatto, alzate il volume e posizionatevi sulle frequenze dei Bee Bee Sea.

(27/11/2017)



  • Tracklist
  1. Sonic Boomerang
  2. DI Why Why Why
  3. I Shouted
  4. This Dog Is The King Of Losers
  5. Chum On The Drum
  6. Psycho Babe
  7. No Fellas
  8. I Shouted II


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