Bilderbuch

Magic Life

2017 (Universal) | art-pop, indie-rock, alt-r&b

La contemporaneità tradotta in musica. La proposta dei Bilderbuch, trascendendo e rimodellando le etichette, si risolve in un flusso creativo che condizionerebbe la musica pop-rock se solo quella cantata in lingue diverse dall'inglese interessasse qualcuno all'infuori dei confini della propria nazione.
La band austriaca prova a farsi notare in tutti i modi, mostrando una creatività fuori dall'ordinario e incollando mondi musicali distanti e gusti eterogenei. La sensazione è che rispetto al precedente "Schick Schock" la proposta sia diventata ancora più fluida. Da "Magic Life" emerge un marasma electro-funk in cui più sensibilità affiorano con coesione e aderenza.
Quello che alla lunga stupisce maggiormente è la capacità di carpire il senso di questi frenetici anni, attraverso una qualità tecnica superiore a formazioni ben più note a livello mondiale, che pure seguono linee estetiche non così distanti, almeno sulla carta, dai Bilderbuch.

A un primo ascolto, "Magic Life" è un lavoro camaleontico, sfugge a una programmatica configurazione che lo collochi per forza al centro di un filone. La cura per i dettagli e la produzione sontuosa confermano la matrice art-pop della formazione di Kremsmünster, che si muove con disinvoltura fra virate funk, progressive e hip-hop, senza dimenticare la radice r&b delle parti vocali.
Questa nuova storia è iniziata qualche mese fa con la sventagliata di quattro brani che hanno subito messo le cose in chiaro: "Schick Schock" non era un caso, i Bilderbuch esplorano tante vie del pop-rock cercando sempre quella meno scontata.

"I ♥ Stress" apre le danze con un battito ipnotico, mentre una chitarra impazzita e campionamenti a metà fra dancehall e dubstep dominano l'atmosfera. "Sweetlove" è un brano soffuso e lunare, vicino a certe ballate di Prince, mentre i fraseggi di chitarra invocano il chimismo di Robert Fripp.
"Erzähl deinen Mädels ich bin wieder in der Stadt", col suo rap deviante, srotola fiati dal sapore jazz e mescola al consueto tedesco alcuni spiazzanti slogan in spagnolo. "Bungalow" è un manifesto di r&b psichedelico, scelto con oculatezza come singolo portante: è infatti il momento in cui la componente sessuale dei Bilderbuch emerge con più forza. Nel relativo videoclip il cantante Maurice Ernst si dispiega in ogni tipo di posa, vestito o meno, mentre narra le difficoltà della vita di coppia. Non è una novità per il quartetto, la cui musica preme su sensualità e fisicità sin dal precedente "Schick Schock", ma fa piacere notare come la ricerca sia stata mantenuta senza ricorrere a ottuse celebrazioni della mascolinità e schivando i cliché.

Fra le rimanenti cinque canzoni si segnala l'accoppiata composta da "Superfunkypartytime" (sorta di decostruzione postmoderna del synth-funk anni Ottanta) e "Investment 7" (midtempo d'atmosfera, con eterei manti elettronici e sonorità subacquee). Completano il quadro tre brevi intermezzi, bozzetti in cui le due chitarre preparano appetitosi antipasti, annunciando i ricami ora liquidi ora distorti del chitarrista Michael Krammer, vero mattatore delle architetture sonore della band.
Mentre scriviamo, l'album entra al numero 2 della classifica austriaca, mentre nella grande Germania risulta più dura attecchire con sonorità così bizzarre e un accento viennese così marcato, tuttavia il debutto al numero 8 è da ritenersi perlomeno dignitoso.

(05/03/2017)

  • Tracklist
  1. Carpe / Diem
  2. I ♥ Stress
  3. Sweetlove
  4. Baba 2
  5. Bungalow
  6. Sprit n' Soda
  7. Erzähl Deinen Mädels Ich Bin Wieder In der Stadt
  8. SUPERFUNKYPARTYTIME
  9. Investment 7
  10. Magic Life
  11. Baba
  12. sneakers4free




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