Brunori SAS

A casa tutto bene

2017 (Picicca) | songwriter, pop

Per il cosentino Dario Brunori, la sua Sas, e il quarto lungo "A casa tutto bene", successore dell'exploit di "Vol. 3" (2014), è arrivata la proverbiale, scontata ora della maturità. Dopo il veemente folk-pop di "La verità", un j'accuse scagliato con malcelato veleno all'accidia 2.0 dell'italiano medio, l'autore si (ri)appropria dei classici con una sua composta saggezza.

Per l'aggiornamento del suo manifesto estetico di finto-loser (che, in realtà, vince sempre grazie agli intellettualismi), in "Sabato bestiale" e "Canzone contro la paura" Brunori evoca un Lucio Dalla più scattante e appena alzato di tono. "L'uomo nero" impiega una subdola orchestrazione terzomondista che Ivano Fossati può solo invidiare. E "Lamezia Milano", oltre al nuovo atto accusatorio, supera in volata il Battiato de "La voce del padrone".
Questo procedimento si sublima finalmente nei sovratoni-fantasma di voci e tastiere elettroniche e nella danza andina de "La vita liquida", la sua più trasfigurata a partire dalle liriche. Unico vero pathos però proviene dal jingle-jangle desertico "Don Abbondio", subito controbilanciato dal coro di bimbi di "Il costume da torero", e specialmente dalla lettera aperta all'Italia di "Secondo me", l'accettazione agrodolce dello stato di cose, lo yang dell'inizio opera.

A parte l'uso insistito delle rime baciate, irritante soprattutto nella seconda parte, cioè quando l'ascoltatore si aspetterebbe una resa dei conti meno vezzosa, e un paio di canzoni d'amore che sono bozze per Sanremo buttate lì con ammiccamenti sottintesi, non si può negargli una bravura tutta postmoderna, invero mostruosa. La si assaggia nella linea canora: per il sottovoce usa un Battisti prima maniera, per il tono medio il solito De Gregori (e il già citato Fossati), per il forte, oltre a Dalla, anche Gaetano e Drupi. Gli serve per scandagliare il tema uno e trino della contemporaneità (social media, neo-razzismo, post-verità). Un tutto prodigioso che tocca il meglio del suo melodismo e non si ripete negli arrangiamenti, più somma delle parti, che però intrattengono con divertito istrionismo. E un suono equilibrato (di nuovo Taketo Gohara). Il suo album più "giudizio universale".

(01/02/2017)

  • Tracklist
  1. La verità
  2. L'uomo nero
  3. Canzone contro la paura
  4. Lamezia Milano
  5. Colpo di pistola
  6. La vita liquida
  7. Diego e io
  8. Sabato bestiale
  9. Don Abbondio
  10. Il costume da torero
  11. Secondo me
  12. La vita pensata
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