Lindsey Buckingham & Christine McVie

Lindsey Buckingham/Christine McVie

2017 (East West) | pop, am-pop

Così come quel “Buckingham Nicks” (1973) apriva le porte alla seconda, celeberrima e fortunatissima carriera dei Fleetwood Mac, capeggiata proprio dalle due personalità descritte da quel titolo, allo stesso modo un nuovo album dal titolo analogo, “Lindsey Buckingham/Christine McVie”, in un certo senso cerca di appore un primo paletto conclusivo alla saga. E’ un lavoro inessenziale, ma elegante e nient’affatto capzioso.

Da una parte Buckingham continua imperterrito a sciorinare bubblegum come “Sleeping Around The Corner” e “Lay Down For Free” che poggiano quasi per intero sul suo mestiere di mastro melodico, fino ad approdare alle nuove, ennesime riproposizioni di “Dreams”: “In My World” e l’autoreferenziale, velenosetta “On With The Show”.
Dall’altra McVie, forse la più raffinata compositrice del complesso originario, via “Feel About You” (con silofono), la ballatina-saltarello “Love Is Here To Stay”, “Carnival Begin” (con sitar e ambience orientale a mimare la “Forbidden Colours” di Sakamoto) e l’ancor più retrò “Red Sun”, un folk-pop degno della West Coast, fa un estremo ricorso alla sua solita arte di forgiare la muzak (che qui non evita di appesantirsi di prurigini sentimentali e cottarelle da sedicenne) a invocazione.

A quarant’anni da “Rumours” (1977) un disco anzitutto ben strutturato, con tanto di baricentro - un blues strascicato quasi alla ZZ Top, “Too Far Gone” - scritto a quattro mani, a cantabilità garantita (pur con la data di scadenza in evidenza) e ben amalgamato tra i due, tanto da non sembrare nemmeno un disco collaborativo. E di fatto non lo è: come ai vecchi tempi, John McVie e Mick Fleetwood alla sezione ritmica. Si perdonano, e no, l’assenza di Stevie Nicks (ha abdicato poco prima di entrare in gioco, e per ironia proprio quando la McVie s’è decisa a rientrare), ma soprattutto una produzione che dà più sul robotico che sul fluido, e peggio di tutto, l’elettrica di Buckingham tenuta a briglia corta (la si sente per bene solo nell’ultimissimo minuto di orologio). Seppur mai chitarrista particolarmente dotato, riusciva però a controbilanciare gli eccessi di saccarosio con un buon carico d’acidità. Qui la cosa si avverte. Quattro singoli, e discreto ritorno al successo di vendite.

(12/09/2017)

  • Tracklist
  1. Sleeping Around The Corner
  2. Feel About You
  3. In My World
  4. Red Sun
  5. Love Is Here To Stay
  6. Too Far Gone
  7. Lay Down For Free
  8. Game Of Pretend
  9. On With The Show
  10. Carnival Begin
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