Bully

Losing

2017 (Sub Pop) | alt-rock

Non fatevi ingannare dall'aspetto: Alicia Bognanno è una che sa il fatto suo. Dietro i capelli biondi mossi e il viso magro da adolescente ribelle intrappolato negli anni 90, c'è una musicista dal talento purissimo. Prima di passare dall'altro lato del vetro dello studio di registrazione, la 27enne del Minnesota ha lavorato negli Electrical Audio Studio di Chicago al cospetto di Sua Maestà Steve Albini. Riguardo la collaborazione, Mr. Shellac ha dichiarato a Nme che la Bognanno è stata la sua miglior allieva e che se tutti lavorassero come lei, ogni prodotto dell'etichetta sarebbe un numero uno garantito: quando si dice "un'ottima raccomandazione"!
Poi il trasferimento a Nashville e le prime composizioni impresse rigorosamente su nastro. È il 2013: a breve inizierà l'"arruolamento" di Reece Lazarus al basso, Clayton Parker alla chitarra e Stewart Copeland (non quello dei Police, ovviamente) alla batteria, sostituito poi da Wesley Mitchell. I Bully sono ufficialmente nati. Dopo l'ottimo esordio "Feels Like", arriva il passaggio alla leggendaria Sub Pop per registrare il secondo lavoro, "Losing". Indovinate dove? Sì, agli Electrical Audio Studio. Il cerchio è chiuso.

Se "Feels Like" era puro pop-punk, "Losing" sembra pubblicato tra "Pretty On The Inside" e "Live Through This" delle Hole. Novella eroina del grunge, Alicia Bognanno canta a squarciagola, scuote la chitarra senza tregua e un'occhiata al video di "Running" palesa quanto la band si rifaccia a questa estetica. Il richiamo al suono di Seattle è immediato, eppure nei Bully risuonano altri echi storici dell'indie-rock tutto al femminile: Belly (una quasi omonimia), Breeders e Throwing Muses. L'approdo alla Sub Pop è essenziale per mostrarci la scelta delle sonorità, ma altrettanto importante è il cambio di stile nella scelta della copertina dell'album: dalla simbolica di "Feels Like" a una ben più quotidiana e intima per "Losing". Ingrandendo lo scatto, si scorge il tatuaggio sul braccio sinistro di Alicia Bognanno: uno smiley con scritto sotto "To Each Their Own" ("Ad ognuno il suo").

In "Losing" la cantante si concentra molto di più sul suo malessere e sfonda la barriera del privato, fondendo grida e chitarre. Tra angosce, pene d'amor perduto impresse sulle gallerie degli smartphone e qualche paranoia, veniamo trascinati dal coinvolgente furore sonoro dei Bully. "Feel The Same" è l'intro perfetta, una sorta di trailer di tutto ciò che ci aspetta in “Losing”: quaranta minuti senza un attimo di sosta, composti da brani veloci e potenti, in cui urla e sussurri si miscelano agli affilati riff e alla sezione ritmica irrefrenabile, fino alla conclusiva "Hate And Control", il brano più politico dell'album.

"Losing" appagherà sia chi vuole del sano e viscerale rock, ma anche l'orecchio capace di apprezzare le raffinatezze da studio apprese dalla Bognanno, soprattutto il lavoro sui vari intrecci vocali presenti prevalentemente nei ritornelli. “Losing” propone una formula musicale già vista, collaudata. Niente di rivoluzionario, eppure vanno segnalati due aspetti importanti. In primis, nonostante le varie battaglie che animano l'esistenza e l'annessa carriera, Alicia Bognanno è una ragazza/musicista capace di resistere e combattere usando l'arma della musica. Secondo: in un contesto musicale in cui spesso si producono a tavolino emozioni e drammi, ci vuole davvero poco ad accorgersi di quanto siano autentici questi versi strillati dal più profondo dell'anima. Ad ognuno il suo. 

(10/02/2018)

  • Tracklist
  1. Feel the Same
  2. Kills to Be Resistant
  3. Running
  4. Seeing It
  5. Guess There
  6. Blame
  7. Focused
  8. Not the Way
  9. Spiral
  10. Either Way
  11. You Could Be Wrong
  12. Hate and Control


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