Camerata Mediolanense

Le vergini folli

2017 (Auerbach Tonträger) | neo-classical, baroque

Guardare indietro al passato della tradizione musicale è un elemento diffuso che - se perseguito con sincerità - merita ammirazione e rispetto. E’ certamente questo il caso della Camerata Mediolanense, formazione milanese fondata nel 1994 dalla compositrice Elena Previdi, autrice di una ricca discografia con uno sguardo fedele al passato artistico della cultura occidentale che va dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco sino a esperienze molto più recenti di musica popolare mitteleuropea (“Lili Marleen” del loro album del 1992, “Madrigali”), sia in termini musicali che letterari (il Canzoniere di Petrarca musicato nel loro precedente album del 2013, “Vertute, honor, bellezza”).

Un passato ritenuto foriero di vette artistiche che è - conseguentemente - ricreato e onorato quasi a testimoniare una resistenza ideologica al moderno inseguimento di mode spesso effimere. Ma quella della Camerata Mediolanense non è un cesura netta col presente, come quella di un’altra band fondamentale nella rigida riproposizione di sonorità passate, i britannici Amazing Blondel, autori di una delle carriere più integraliste e orgogliosamente scisse dalla contemporaneità che si ricordi.
Quella dei milanesi è invece una musica che si confronta in parte con elementi della modernità, con un decadentismo neoclassico dalle tinte dark, con spunti neo-folk e melodie popolari. In “Le vergini folli” scompaiono le percussioni che tanto ruolo avevano avuto nella precedente discografia.

Colpisce la qualità delle voci femminili di Desirée Corapi, Carmen D'Onofrio e Chiara Rolando, spesso tanto limpide e cristalline da porsi a un livello nettamente superiore alla media delle voci proposte dal moderno mainstream. L’assenza delle percussioni mette in primo piano archi e pianoforte in un mood tra il malinconico di “Scrissi con stile amaro” e il tragico di “Lacrime di gioia”. Spesso le sonorità si limitano a brevi pattern di piano che accompagnano testi poetici di italiano “volgare” con l’enorme merito di rievocare i fasti della cultura italiana medievale e rinascimentale (“Pace non trovo”). Altra melodia pianistica di grande fascino è quella di “Notte di novelli sogni”, arricchita da un intermezzo elettronico. Il piano di “Dolce salire”, degno di una sonata classica, è uno dei momenti più toccanti e alti dell’album come anche il coro finale con voci maschili e femminili. Chiude magnificamente “Quando 'l sol”, con testi di Petrarca, piano classico e atmosfere sospese tra l’amore assoluto cantato dal poeta e una malinconia di fondo.

(28/11/2017)



  • Tracklist
  1. Lacrime di gioia
  2. Scrissi con stile amaro
  3. Notte di novelli sogni
  4. Mi vuoi
  5. Notte ancora
  6. Pace non trovo
  7. Dolce salire
  8. Quando 'l sol


Camerata Mediolanense on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.