Chra

On A Fateful Morning

2017 (Editions Mego) | dark ambient/elettronica

Passi graduali ma decisivi hanno condotto la sound artist viennese Christina Nemec a pubblicare per la Editions Mego di Peter Rehberg: con lui e con Christian Schachinger fa parte del trio Shampoo Boy (ad oggi, tre uscite su Blackest Ever Black); i contatti erano iniziati all’alba del millennio, quando Christina incideva le sue prime sperimentazioni nello studio di Mika Vainio, ma negli anni il suo stile si è man mano affinato, discostandosi dall’influenza glitch/noise e assumendo tratti più dilatati e personali.

Dopo l’esordio in Lp sul suo marchio ComfortZone, due anni fa “Empty Airport” ha segnato un’incoraggiante ripartenza per Chra: alla conciliante estetica “assente” di Eno si sostituivano paesaggi contaminati e una profonda desolazione post-nucleare. L’immaginario di Nemec riflette il suo essere cresciuta al confine tra Italia ed ex-Jugoslavia e l’interesse per la storia del Novecento in relazione ai due conflitti mondiali, e nella sua ultima opera tutto ciò si concretizza in uno scenario ulteriormente asfittico.
“On A Fateful Morning” è un disco difficile, che cerca paradossalmente di raggiungerci per mezzo di una apparente incomunicabilità, tracciando “una mappa psicogeografica” che ci conduce “ai confini del mondo interiore ed esteriore”. Gli undici minuti iniziali di “Cognitive Ease” sono un continuo brulicare di frequenze caotiche e impalpabili nel mezzo di un fitto grigiore industriale. “Phorusrhacidae” sprofonda poi nei più mefitici abissi dark-ambient, entro i quali l’intermittenza di una luce artificiale non può nulla e subito viene inghiottita dall’oscurità.

Da “Odessatocha” in poi le ambientazioni travalicano il livello subliminale e si rendono presenti sino a farsi sensazione epidermica (“Crowded Dream”), e di nuovo soccombere nella pulsazione sintetica di “Das Modul”; il segnale di vita congelato si annulla del tutto nel vuoto centrifugo dell’inquietante finale, quanto di più lontano da una pacificazione anche solo accennata.
Un’opera breve e, come poche, efficace nel rendere udibile un silenzio interiore ove non scorre ossigeno. La qualità complessiva risente in parte di quello che è il primo, sostanziale allontanamento dall’ingombrante eredità dei maestri di casa Mego, e che potrebbe racchiudere future opportunità espressive assai più incisive.

(10/01/2018)

  • Tracklist
  1. Cognitive Ease
  2. Phorusrhacidae
  3. Odessatocha
  4. Crowded Dream
  5. Das Modul
  6. Coisioc
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