Chris Thile & Brad Mehldau

Chris Thile & Brad Mehldau

2017 (Nonesuch Records Inc.) | progressive-bluegrass, chamber-jazz

Christopher Scott Thile è un noto cantautore bluegrass statunitense, mandolinista dal pregevole senso melodico, dall'attitudine versatile e intimista, e una voce calda e trascinante. Oltre a una carriera solista apprezzata da pubblico e stampa musicale, è noto anche per il suo progetto Nickel Creek e le recenti pubblicazioni con i Punch Brothers.
Bradford Alexander Mehldau è un prolifico pianista jazz elegante e vicino per formazione anche alla tradizione della musica classica e della musica leggera occidentale, le cui influenze ha integrato nel proprio stile. Già venuto alla ribalta col quartetto di Joshua Redman e protagonista di numerosi lavori in collaborazione con artisti come Pat Metheny o la soprano Renée Fleming, sia in studio che dal vivo.
I due si sono conosciuti nel 2011 a Londra, quando hanno suonato per la prima volta assieme in alcuni locali, per poi stabilire dei veri e propri tour concertistici nel 2013 e 2015. L'ovvia conseguenza di una simile intesa è questo disco. 
L'insolita combo (pianoforte + mandolino) si mostra a suo agio e confeziona 11 perle che mostrano due musicisti spontanei e che si divertono a calibrare e fondere i due stili.

Il disco non è solo semplicemente un punto d'incontro tra i due differenti approcci musicali, ma esplora agevolmente i territori bluegrass, folk e country della tradizionale musica americana, tramite le rivisitazioni di classici del repertorio di aristi del calibro di Bob Dylan ("Don't Think Twice Is Alright"), Joni Mitchell ("Marcie"), Elliott Smith ("Independence Day") e David Rawlings più Gillian Welch ("Scarlet Town"). Non le definiamo semplicemente cover perché gli arrangiamenti e i suoni sono riavvolti e ricomposti dallo stile, anzi dagli stili dei due artisti, combinati a trovare un equilibrio raffinato ed espressivo fra le differenti anime.
Il duo si lascia andare anche a una personale rielaborazione dell'arpista irlandese del XVII secolo Ruaidri Dáll Ó Catháin (la conclusiva strumentale "Tabhair dom do Lámh") e al classico jazz "I Cover The Waterfront" di Johnny Green ed Edward Heyman (fra i brani più soffusi e minimali dell'album). Nella versione su disco è inoltre presente "Fast As You Can" di Fiona Apple

I momenti migliori però sono a nostro avviso i brani originali del repertorio. Ciascuno dei due musicisti firma a proprio nome due pezzi, che traboccano della loro personalità, e scrivono a quattro mani l'iniziale "The Old Shade Tree", intensa, atmosferica, scandita da decisi rintocchi di pianoforte su cui si adagia l'evocativa voce di Thile. Si tratta di canzoni ritmate, certosine, per nulla eccessive negli arrangiamenti e caratterizzate da un piglio trascinante nel piano di Mehldau, che non stempera affatto l'apporto acustico di Thile (sia nei momenti più decisi che in quelli più delicati), anzi ne esalta la forza espressiva.
Il buon gusto melodico dei due non stanca e l'incontro si può dire più che riuscito.

(31/12/2017)



  • Tracklist
  1. The Old Shade Tree
  2. Tallahassee Junction
  3. Scarlet Town
  4. I Cover The Waterfront
  5. Independence Day
  6. Noise Machine
  7. The Watcher
  8. Daughter Of Eve
  9. Marcie
  10. Don't Think Twice It's Alright
  11. Tabhair Dom Do Lámh
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