Chris Bell

I Am The Cosmos (reissue)

2017 (Omnivore) | power-pop, singer-songwriter

Così come la foto del giovane uomo sulla copertina, sovrastato dal paesaggio, non ostile ma decisamente incommensurabile, il testo di "I Am The Cosmos" è un epitaffio involontario di grande effetto: "Tutte le notti penso: sono il cosmo/ sono il vento/ ma questo non ti porta indietro da me". In realtà, "I Am The Cosmos" non è davvero un album, nonostante le apparenze, e infatti è andato ingigantendosi di tracce, outtake, demo, versioni alternative, dalla prima versione, del 1992, fino a quella odierna, in doppio cd, che precede un'edizione in 6 Lp di tutto il materiale mai prodotto dal co-fondatore dei Big Star (e mente e braccio principale del loro esordio) nella sua breve vita.
A 27 anni, Chris fu vittima di un incidente d'auto e il fratello David ne ha da allora curato le edizioni postume. Non è un caso se molti considerano "I Am The Cosmos" come un album a tutti gli effetti, anche perché la maggior parte dei brani è stata registrata nello stesso arco temporale (1974-75), tra il castello di Herouville in Francia (dove Bell lavorò per un periodo) e due studi di Memphis. Tutto il materiale prodotto da Bell è degno di nota (per esempio il piccolo tributo a Simon & Garfunkel di "Sunshine"), ma tutto ruota intorno alle dodici tracce (disponibile nell'edizione in vinile) che costituirono la prima edizione del disco.

Ma è anche per l'unità stilistica, ovviamente reminiscente dei Big Star (passando per i Beatles, ad esempio in "I Got Kinda Lost", o per un saloon malandato, in "Fight At The Table"), con una vena più marcatamente malinconica, che "I Am The Cosmos" è entrato nel pantheon dei grandi album dimenticati. Il ritmo rallentato della title track sembra rendere agonizzanti i riff sulle corde piccole, marziale e disperato il suo incedere, sull'orlo del crollo nervoso il suo "Yeah! Yeah! Yeeaah!" (anche "Make A Scene", con la sua ritmica interrotta, ha dell'all-in emotivo, così come "Speed Of Sound", con l'acustica che sembra simulare colpi a un cuore che si spezza), in uno slancio amoroso che pare coronarsi nelle serenate acustiche pre-"More Than Words" di "You And Your Sister" e "Though I Know She Lies". Le interpretazioni vocali di Bell, tirate fino allo spasimo delle corde vocali, dicono più di tutto il resto del suo modo di essere come uomo e come artista.

Tutto questo ardore espressivo si traduce in un disco che sprizza libertà e gioventù, come la personale versione dell'"uomo da marciapiede", la preghiera umanista di "Look Up", come la sfuriata a petto nudo di "Get Away", uno spirito che è probabilmente uno dei segreti principali della sopravvivenza e della riemersione ciclica di questa raccolta, uno spioncino privilegiato sulla vita di un artista per vocazione (la sua stessa morte avvenne mentre tornava a casa, all'una di notte, dallo studio di registrazione), in cerca di un'accettazione che, forse, non avrebbe mai conosciuto.

(04/10/2017)



  • Tracklist
  1. I Am The Cosmos
  2. Better Save Yourself
  3. Speed Of Sound
  4. Get Away
  5. Make A Scene
  6. Look Up
  7. I Got Kinda Lost
  8. There Was A Light
  9. Fight At The Table
  10. I Don't Know
  11. Though I Know She Lies
  12. You And Your Sister
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