Christian Kobi

Atta!

2017 (Monotype) | free impro, lowercase, onkyo

In una fase di grande fervore creativo nell'ambito della sperimentazione e improvvisazione di marca europea, il sassofonista svizzero Christian Kobi guarda all'estremo Oriente e alle sue avanguardie più intransigenti. Quella di "Atta!" (traducibile con "L'ho trovato!") non è certo una mera fascinazione giapponista, bensì l'evidente accoglimento delle forme (anti)espressive proprie dell'estetica onkyo - frangia di ricerca sulla purezza di suoni minimi che quasi sfugge al concetto di "musica".

Già membro dei radicali S4 (con John Butcher, Hans Koch e Urs Leimgruber) e del Konus Quartett, altra formazione di soli sassofoni (alto, baritono, soprano e tenore) votata a un sommesso puntillismo lowercase, Kobi approda sulla prestigiosa Monotype con una selezione di assoli - principalmente al baritono, e al soprano nella quarta traccia - che sfruttano tecniche estese "laterali" rispetto a qualunque genere istituzionalizzato.

La prima sequenza è volta a sondare i microtoni che circondano una singola altezza, appena decentrandola per mezzo di un notevole sforzo fisico ma senza perderne la linea-guida, generando una biforcazione quasi impercettibile del bordone principale.
In altri casi, invece, l'astrazione della performance è tale da non renderla riconducibile con esattezza a un preciso strumento nella famiglia dei fiati. I principali referenti stilistici, per l'appunto, sembrerebbero essere Masahiko Okura e il trombettista Masafumi Ezaki, quest'ultimo firmatario di una serie sull'etichetta nipponica di culto Hibari: similmente, Kobi arriva a scavare nell'essenza dello strumento aerofono, eludendo gli intervalli delle note in cerca di un soffio primitivo, antecedente all'espressione musicale, che tuttavia sublima in toni cristallini ed effimeri.

Ma il legame con la scena sperimentale del Sol Levante è rafforzato dal quartetto posto al cuore della tracklist: l'incontro con Wakana Ikeda (flauto), Taku Sugimoto (chitarra) e Yoko Ikeda (violino) fa rivivere le atmosfere dei seminali meeting al Bar Aoyama e all'Off Site di Tokyo, avvenuti alle soglie dei Duemila. Con indole sommessa da fine dei tempi, per diciotto minuti gli strumenti a corde e i fiati intersecano armonie fragili di singole note sostenute senza vibrato, attestando al contempo una presenza fisica e un'assenza, o meglio uno svuotamento dello spirito che discende dalle filosofie zen e da pratiche meditative secolari.

La rielaborazione di percorsi acustici già efficacemente esplorati in tempi e luoghi lontani non diminuisce la sottile, inesprimibile poesia sonora delle sessioni raccolte in "Atta!", che annunciano l'aggiunta di Christian Kobi al novero degli sperimentatori che stanno reimmaginando il ruolo del sassofono nella musica contemporanea.

(29/10/2017)

  • Tracklist
  1. solo
  2. solo
  3. quartet (w/ Wakana Ikeda, Taku Sugimoto, Yoko Ikeda)
  4. solo
  5. solo
Christian Kobi on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.