Colosseum

Valentyne Suite (ristampa)

2017 (Esoteric/Cherry Red) | progressive

I Colosseum furono uno dei gruppi cardine di tutto il blues-rock inglese di stampo progressivo. Nati nel 1968 dalle ceneri della formazione impiegata da John Mayall per il suo album "Bare Wires" (Decca, 1968), impressionano subito per la tensione della loro sapiente miscela di jazz-rock condito con fantasiosi arrangiamenti dal gusto squisitamente progressivo.

Subito notati dal produttore Gerry Bron (il futuro fondatore della Bronze Records, nonché produttore della Bonzo Dog Doo Dah Band e degli Uriah Heep), i Colosseum incisero un primo e discreto album per la Philips nel 1969, "Those Who Are About To Die", che metteva già in mostra il loro peculiare talento per le orchestrazioni articolate, derivanti in primis dallo stile della Graham Bond Organization.
Sempre nello stesso anno vide la luce il loro capolavoro, molto più complesso e meno derivativo, ovvero il celebre "Valentyne Suite", pubblicato in Europa dalla Vertigo (la nota "sub-label" della Philips, dedita ai gruppi underground). Qui, gli arrangiamenti raggiungono una raffinatezza e perfezione formale mai raggiunte prima. I brani posti sul primo lato del disco, seppur di ottima fattura, sfigurano in confronto all'eponima suite di diciassette minuti posta sul secondo lato.

La sincopata "The Kettle", che apre l'album, le inflessioni alla Blood, Sweet and Tears di "Elegy" e "Butty's Blues", fanno da apripista alla lunga e molto più articolata "The Machine Demands A Sacrifice", che incorpora anche influenze alla Arthur Brown. L'album viene però giustamente ricordato per la suite in tre movimenti "Valentyne Suite", che occupa tutto il secondo lato, vera summa della musica underground inglese (nel mezzo del brano non mancano, assieme alle consuete trame jazz-rock, anche citazioni marcate dei Pink Floyd di "A Saucerful Of Secrets").

La presente ristampa "remastered & expanded" della Cherry Red aggiunge pure un brano inedito di poco conto, "Tell Me Now". Sul secondo cd trova posto la versione americana di "Valentyne Suite", "The Grass Is Greener", uscita per la Abc/Dunhill nel 1970. Si tratta, purtroppo, di una pessima riedizione, in quanto mutilata di quella famosa suite (al suo posto furono inserite nuove canzoni, come le corpose "Lost Angels" e "Rope Ladder To The Moon", uniche felici eccezioni in un album altrimenti mediocre).

Dopo questo capolavoro, i Colosseum ebbero il tempo di incidere ancora un non disprezzabile "Daughter Of Time" (Vertigo, 1970) e un "Colosseum Live" (Bronze, 1971), che funge da buona antologia. Dopodiché si sciolsero per dissidi interni al gruppo. Il batterista Jon Hiseman riformò la band, denominata però Colosseum II, nel 1975. I loro pessimi dischi, incisi per la Bronze e per la Mca, furono solo dei pallidi ricordi dei fasti di un tempo.
Meglio fecero il tastierista Dave Greenslade e il bassista Tony Reeves con i loro raffinati (ma anche un po' schematici e pretestuosi) Greenslade.
Il libretto allegato contiene nuove note a firma del critico rock Malcom Dome.

(12/07/2017)

  • Tracklist
Cd 1

Valentyne Suite (1969)

  1. The Kettle
  2. Elegy
  3. Butty's Blues
  4. The Machine Demands a Sacrifice
  5. The Valentyne Suite

Bonus track

  1. Tell Me Now

Cd 2

The Grass Is Greener (1970)

  1. Jumping On The Sun
  2. Lost Angeles
  3. Elegy
  4. Butty's Blues
  5. Rope Ladder to The Moon
  6. Bolero
  7. The Machine Demands a Sacrifice
  8. The Grass Is Always Greener
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