CousteauX

CousteauX

2017 (Silent X Records) | pop

Quanta differenza può fare una X? Una semplice lettera da sempre usata per giocare sull'incognito, il mistero e non solo. Aspetti presenti nel ritorno dei Cousteau. Anzi: CousteauX. Si, quelli di "The Last Good Day Of The Year", il cui intro di flicorno riesce ancora a farci viaggiare nel tempo e a scaldarci il cuore. Un osannato esordio di inizio millennio, un seguito - "Sirena" - di alto livello, e un amore per le colonne sonore e il Belpaese manifestato anche dalla collaborazione con musicisti italiani di spicco. Poi il lungo silenzio, mentre i progetti di McKahey e Moor prendono vie separate. Fino al 2016, anno in cui il duo inglese ricalca le scene con una serie di live, compreso un indimenticabile sold-out nel maggio di quell'anno al Blue Note di Milano. Di seguito, l'aggiunta della sopracitata X: da leggere muta, per non cambiare la vecchia pronuncia e che stando alla band rappresenta sia la decade di latitanza (i Cousteau si sono ufficialmente sciolti nel 2006), sia "a kiss... and a scar". Quando si dice esser coerenti: Silent X Records è anche il nome della loro etichetta. Appaiono così nell'estate 2017 lo "Spoiler Ep" e la cover in bianco e nero del nuovo album "CousteauX", in cui Liam McKahey e Davey Ray Moor sono immortalati con i volti coperti, e il video di "BURMA". Le carte sono definitivamente scoperte: resta solo l'ascolto definitivo.

Oltre al gioco di lettere e nomi, ciò che più conta è la musica e "CousteauX" ci presenta l'omonimo gruppo al massimo della forma. Sono passati quindici anni da "Sirena" eppure non si è depositato un filo di ruggine sul loro talento e stile. I CousteauX tornano con dieci canzoni in cui è ancora possibile perdersi nella calda ed emozionante voce di McKahey e nell'eleganza degli arrangiamenti di Moor. Un pop notturno e raffinato proveniente da un'altra epoca in cui vengono meno le passate punte noir e appaiono molte più sfumature di romantica malinconia.
"Memory Is A Weapon" è l'inizio perfetto: accompagnato dalle note di piano, il vissuto crooner McKahey ci porta in una stagione fatta di toni chiaro-scuri mentre Moor dà l'ennesimo lampante saggio del suo valore come polistrumentista, fino al ritornello da k.o. Dopo "This Might Be Love", ecco il brano più bello dell'album: "BURMA", acronimo di Be Upstairs Ready My Angel: il manifesto dei ritrovati CousteauX. Brividi.

L'assolo di chitarra di "The Innermost Light" (insieme a Carl Barât dei Libertines), la coda di fiati di "Portobello Serenade", le sferzate elettroniche di "The Red Lines" ci accompagnano passo dopo passo al gran finale di "Fucking In Joy And Sorrow", gloriosa conclusione di un album di rara classe e bellezza, fatto veramente di baci e cicatrici. E per rispondere alla domanda posta all'inizio: se la nuova produzione musicale dei CousteauX si ripresenta a questi livelli, una X non cambia davvero nulla. Bentornati.

(18/01/2018)

  • Tracklist
  1. Memory Is a Weapon
  2. This Might Be Love
  3. BURMA
  4. The Innermost Light
  5. Maybe You
  6. Portobello Serenade
  7. Thin Red Lines
  8. Shelter
  9. Seasons of You
  10. F*cking in Joy and Sorro


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