Daisy Chapman

Good Luck Songs

2017 (Folkwit) | folk, alternative

Un Ep d’esordio, due album e una collaborazione con Scarlatti Tilt sono il bilancio di dieci anni di attività discografica per Daisy Chapman, cantautrice inglese dalla voce cristallina nonché dotata di una raffinata scrittura folk-noir.

Era già evidente nel suggestivo “Shameless Winter” (2013) la prevalenza dell’elemento neoclassico nella scrittura della musicista di Bristol, un’attitudine che le ha permesso di superare abilmente il gap che attanaglia molte folksinger contemporanee.
Complice un percorso creativo che ha visto affiorare l’ammirazione per Michael Nyman, Rachmaninov, Carole King e Bruce Hornsby, la musica di Daisy Chapman continua a rifuggire la banalità, forte altresì di testi intelligenti e toccanti.

La poetica di “Good Luck Songs” si adagia su note di piano e violino (“Home Fires”), si genuflette all’intensità del cantautorato americano (“Settle Down”) omaggiando uno dei suoi interpreti più originali con un’intensa versione di “Tom Traubert’s Blues” (Tom Waits). E poi c’è la voce, uno strumento espressivo che Daisy Chapman utilizza per condurre l’ascoltatore all’interno di paesaggi sonori apparentemente confortevoli, eppur ricchi di riflessioni sociali e politiche (“Generation Next”, “I Used To Own An Empire”).

È difficile parlare di folk in senso stretto discorrendo di “Good Luck Song”. Il lussuoso arrangiamento di archi e ottoni della title track, l’atipico etno-folk-jazz dell’ambiziosa “The Decalogue” e la perfezione lirica di “Idilia Dubb” sono frutto di un talento non comune, che merita molta attenzione. 
Se state cercando il disco giusto per riconciliarvi con il cantautorato femminile, questa è la vostra occasione: non perdetela.

(26/02/2018)



  • Tracklist
  1. Good Luck Song
  2. Home Fines
  3. Settle Down
  4. Generation Next
  5. I Used To Own An Empire
  6. Idilia Dubb
  7. The Decalogue
  8. There's A Storm Coming
  9. Tom Taubert's Blues  




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