Dangers Of The Sea

Our Place In History

2017 (V2) | folk-rock

Pur non sorprendente dal punto di vista stilistico e sonoro, ma anche nella scrittura, l'esordio dei Dangers Of The Sea era comunque una buona collezione di canzoni, per i nostalgici di "The Trials Of Van Occupanther" soprattutto. "Our Place In History" segue l'esordio della band danese in termini di coordinate sonore, forse "riempiendo" il suono, all'insegna di un Americana corale alla Dawes - più midstream, diciamo, come orizzonte espressivo (vedasi "Can You Hear Me", pura hit radiofonica). Ma disattendendo le aspettative sul piano della scrittura.

Questo essere più "sopra le righe" non aiuta a dare profondità a una proposta che già scricchiolava sotto questo punto di vista, accostando alla scorrevolezza della band una pesantezza, un'ottusità che non apparteneva al disco precedente. "Our Place In History" tenta di esprimere tormento interiore attraverso lo strepito, e la scrittura di Andreas Estrup alternativamente stenta a divincolarsi, se non con soluzioni di forza ("President"), o dandosi a un riciclo sfacciato ("Stories", "When I'm Gone"). E così frana anche il comparto strumentale, dato che la band non ha mai puntato su soluzioni di arrangiamento particolarmente personali, o suggestive. Naturalmente circolano ancora gli America post-90's, ma in generale il tutto risulta annacquato da queste nuove velleità da "media classifica" ("Meet Me At The Station").

Insomma, un disco decisamente interlocutorio per i Dangers Of The Sea, piacevole a tratti, ma soprattutto perché fa venir voglia di non dimenticare il ben più piacevole esordio ("Mathilda"). La band non ha perso una sua freschezza espressiva, ma dal punto di vista dell'ispirazione e della crescita artistica, "Our Place In History" rimane un vicolo cieco.

(27/10/2017)



  • Tracklist
  1. Meet Me At the Station
  2. President
  3. You and I
  4. There is No Answer For Us
  5. Renegades
  6. Mathilda
  7. Stories
  8. A Good 1000 Reasons
  9. When I'm Gone
  10. Take Me To the Ocean
  11. Can You Hear Me
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