Diodato

Cosa siamo diventati

2017 (Carosello Records) | songwriter, alt-rock

Ho scoperto Diodato qualche anno fa vedendolo aprire i concerti per il Dellera del primo album solista, di lì a poco si piazzò secondo al Festival di Sanremo fra le “Nuove proposte”, vinse un importante premio su Mtv e realizzò un bell’omaggio a dieci evergreen della canzone italiana, presentati in qualità di ospite fisso da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” e poi racchiusi in “A ritrovar bellezza”, disco realizzato con le preziose collaborazioni di Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Tommaso Colliva e Roy Paci.
Poi due featuring in “Acrobati” di Daniele Silvestri, uno di quelli che non spicca inviti a caso, giusto per scaldare i motori del processo compositivo che ha portato a questo terzo lavoro, che conferma Diodato fra le più brillanti certezze del nuovo cantautorato nazionale.

È cresciuto tanto, Diodato, e oggi è pronto per scavare in profondità con testi dal taglio fortemente introspettivo (“Colpevoli”, la title track, “Per la prima volta”, “La luce di questa stanza”), riuscendo a colpire l’ascoltatore in maniera lancinante (“Paralisi”, “Fiori immaginari”), mettendosi a nudo senza alcun tipo di timore.
Accanto all’atteggiamento intimista da songwriter ricercato, sa al momento opportuno sfoderare la giusta attitudine alt-rock (“Uomo fragile”, la chitarrosa “La verità”, “Di questa felicità”) che rende la sua proposta dinamica e a tratti imprevedibile.

Non certo secondaria risulta la capacità di arrotondare le linee musicali, producendo un formato-canzone che sa essere pop senza mai scadere nella faciloneria radiofonica (“Guai”, “Mi si scioglie la bocca”, “Un po’ più facile”).
Registrato fra i vinili e le collezioni dello studio ricavato dalla vecchia casa romana di Renzo Arbore, l’album annota fra gli ospiti la presenza di Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours) alla batteria e del GnuQuartet, che ha contribuito mettendo archi e flauti in tre tracce.

Spesso composto partendo da morbide linee di pianoforte ma egregiamente arrangiato full band, “Cosa siamo diventati” è un’analisi contemporanea sulle fragilità e sulle sconfitte di ognuno di noi, ma anche un disco che narra di rinascite e di piccole felicità quotidiane.
Il deciso passo avanti che può imporre il nome di Diodato a un’audience più vasta, obiettivo più che legittimo per un cantautore che, senza lasciarsi prendere la mano da furbizie giovaniliste, dimostra di aver già raggiunto la piena maturità compositiva.

(27/01/2017)

  • Tracklist
  1. Uomo fragile
  2. Colpevoli
  3. Paralisi
  4. Fiori immaginari
  5. Guai
  6. Cosa siamo diventati
  7. Mi si scioglie la bocca
  8. La verità
  9. Un po’ più facile
  10. Di questa felicità
  11. Per la prima volta
  12. La luce di questa stanza
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