Drew McDowall

Unnatural Channel

2017 (Dais Records) | post-industrial, avant, drone-music, dark-ambient

Drew McDowall è un nome che tutti i veri appassionati di musica elettronica post-industriale dovrebbero conoscere. Collaboratore di Psychic Tv negli anni Ottanta e, dai primi anni Novanta, membro a tutti gli effetti dei Coil, McDowall era già attivo dall'età di sedici anni nel sottobosco underground post-punk. Nel 1978 formò i Poems, trio art-punk con la moglie di allora, Rose McDowall (in seguito nella band new wave Strawberry Switchblade).
Dopo un breve sodalizio assieme a Genesis P-Orridge, con cui lavorò anche ad alcuni side-project dei PTV, conoscerà verso la fine deli anni Ottanta John Balance e successivamente Peter "Sleazy" Christopherson. Dopo un remix di "The Snow", a partire dal 1994 sino ai primi anni del Duemila, entrerà in pianta stabile nei Coil. McDowall farà attivamente parte dei progetti "Coil vs The Eskaton" e "Coil vs ELpH" e suonerà con Balance e Sleazy sino a "Musick To Play In The Dark" e "Moon's Milk (In Four Phases)", collaborando anche a quel capolavoro perduto che è stato "Backwards", il disco dei Coil registrato nei Nothing Studios di Trent Reznor (Nine Inch Nails), recentemente riedito nella sua forma originale da Cold Spring.

Il suo esordio solista con "Collapse", nel 2015 per l'americana Dais Records è stato all'insegna di una oscura drone-music post-industriale a base di sintetizzatori modulari (ma anche di pianoforte, violino e field recordings) che tanto deve a quella pietra miliare che è stata "Musick To Play In The Dark" ma capace altresì di fagocitare anche le più recenti ricerche nel campo della musica elettronica avant (dark) ambient.
Con la sua seconda prova, "Unnatural Channel", uscita a fine maggio sempre per Dais, Drew McDowall si conferma come una delle realtà più interessanti della contemporanea ricerca elettronica post-industriale e non solo.

Siamo di fronte a una musica che abbatte le barriere tra il nostro mondo e le forze oscure che si agitano in un altrove non ben definito. "Tell Me The Name" segna l'ingresso in una sorta di "Black Lodge" in cui onde di bordoni lambiscono pesanti tendaggi che si agitano sullo sfondo. "Habitat", invece, ci trasporta nel lato più inquieto e tenebroso di una musica cosmica deviante, in cui ci sembra di percepire qualcosa che striscia nella penombra, in cattività e in attesa di rivelarsi appieno.
"This Is What It's Like" è un ansiogeno brano impreziosito da clangori metallici alla SPK e dal mantra da privazione del sonno sussurrato da Roxy Farman, frontwoman del progetto avant techno-industrial Wetware (l'artista presta la propria voce anche nel finale dell'album, "Unshielded").

"Unnatural Channel Part 1" e "Part 2" sono un'immersione nel dark-ambient più nero e ipnotico, tra Lustmord ed echi dei Coil, inframezzato da schegge industrial old school che emergeranno prepotentemente soprattutto nella seconda parte. McDowall aveva presentato anche un'ottima e coinvolgente anteprima dei due brani nella sua performance al Berlin Atonal del 2016, con un'ottima esibizione accompagnata dalle immagini video realizzate dall'artista Florence To.
Se "Recognition" si muove ancora sulla scia dei Coil più ipnagogici e tormentati dell'era di "Astral Disaster", il finale del lavoro, "Unshielded", è una cacofonia sospesa tra drone-music e percussioni tribali inframezzate dai vocalizzi sconnessi e destrutturati della Farman.

L'album è un ottimo seguito di un debutto eccellente, capace di ridisegnare i confini di una ricerca quantomai attuale e capace di esorcizzare gli incubi apocalittici e distopici del presente, trasportandoli in una dimensione magica, ritualistica e catartica. "Unnatural Channel" segna un'evoluzione importante nella musica di Drew McDowall, un artista capace di disegnare altri mondi sonori e, ad oggi, unico vero erede di quel suono dei Coil anni Novanta (quella magica "Moon Musick", per parafrasare Balance) che lui stesso ha contribuito a creare e che oggi però trasporta verso altri lidi inesplorati e sconosciuti.

(23/06/2017)



  • Tracklist
  1. Tell Me The Name
  2. Habitat
  3. This Is What It's Like
  4. Unnatural Channel (Part 1)
  5. Unnatural Channel (Part 2)
  6. Recognition
  7. Unshielde
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