Eluvium

Shuffle Drones

2017 (Temporary Residence Ltd.) | ambient/drone

Stare al passo coi tempi non è solamente una necessità dettata dall'istinto di sopravvivenza: ai più lungimiranti, anche in musica, essa può rivelarsi come una stimolante opportunità creativa.
L'esempio, come solito, lo ha fornito il mai sopito ingegno di Brian Eno, che con “Reflection” ha progettato un'applicazione in grado di produrre/comporre una traccia ambientale infinita e sempre (minimamente) differente. Ma come dimostra ora Matthew “Eluvium” Cooper, la sfida della musica auto-generativa può risolversi anche in un corpus di elementi sonori limitato e prestabilito.

“Shuffle Drones” è un mosaico di ventitré piccole tessere intercambiabili della durata di 32 secondi ciascuna (eccetto una, l'ultima della sequenza originaria), il cui utilizzo è spiegato chiaramente nella frase suddivisa tra i titoli dei frammenti:

Per farla semplice, la maniera d’ascolto suggerita per questo lavoro è di isolare la collezione e di rendere casuale la sequenza di riproduzione, così da creare un’orchestrazione drone mescolata; l’intento è di creare un’opera specificamente progettata per – e in contrasto con – le moderne abitudini di ascolto, e di proporre qualcosa di pacifico, complesso, unico e sempre cangiante. Grazie.

Non si tratta di una regola ferrea, poiché in linea di principio altri procedimenti rimangono ugualmente percorribili: il tono continuo della composizione, sul quale si inscrivono brevi pennellate e punteggiature di archi, fiati o pianoforte, fa sì che persino una sola sezione possa essere ripetuta ed essere in sé compiuta, benché ovviamente a scapito della varietà; operando una programmazione selettiva nel lettore cd o eliminando voci dalla playlist digitale si possono restringere le possibilità su cui si basa la riproduzione casuale.

Ebbene, si finirà per scoprire che in effetti il caso può qui operare nel migliore dei modi, lasciandoci in balìa di un ascolto il cui fascinoso sviluppo si estende ad libitum senza incontrare alcun ostacolo o vizio di forma. Un disco ambient che ha la leggerezza di un’idea semplice e brillante: sommessamente poetico, rilassante e prêt à porter. Decisamente adatto per affrontare il terzo millennio.

(26/11/2017)

  • Tracklist
  1. simply put
  2. the suggested manner
  3. of listening
  4. to this work
  5. is to isolate
  6. the collection
  7. and to randomize
  8. the play pattern
  9. on infinite repeat –
  10. thus creating
  11. a shuffling
  12. drone orchestration
  13. – the intent
  14. is to create
  15. a body
  16. of work
  17. specifically designed for
  18. and in disruption of
  19. modern listening habits
  20. and to suggest something
  21. peaceful, complex
  22. unique, and ever-changing
  23. thank you
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