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A Fever Dream

2017 (Sony) | prog-pop, electro-rock

A due anni di distanza dall’acclamato ed eccellente “Get To Heaven”, gli Everything Everything tornano in pista con le idee sempre più chiare, sospinti da una formula prog-rock moderna e ben collaudata che li rende quasi unici nel panorama internazionale. “A Fever Dream” è il quarto disco in carriera, e per l’occasione il gruppo capitanato dall’istrionico e versatile Jonathan Higgs ha deciso di affidarsi al buon James Ford (batterista dei Simian Mobile Disco, membro del supergruppo The Last Shadow Puppets, e produttore di una serie infinita di band, come Foals, i rimpianti Klaxons, oltre ai vari Arctic Monkeys e Depeche Mode).

Fin dall’immagine che campeggia in copertina, ritraente un cerchio umano che spunta nell’ombra, l’album si pone come un concept a suo modo riflessivo sulla società globale odierna che ci rende tutti degli automi, ma che allo stesso tempo tende ad avvicinarci sotto il piano squisitamente comunicativo, mentre le divisioni politiche e culturali aumentano giorno dopo giorno, guerra dopo guerra. In merito a tale approccio, le parole affondano qua e là in un mare di disillusioni tese a definire uno stato d’animo turbato, alla costante ricerca di un rifugio mediante il quale ripararsi dalla tempesta social(e) in atto.
L’ironico omaggio alla notte dei lunghi coltelli che apre il disco (“Night Of The Long Knives”) è un'attenta metafora dal carattere storico attraverso cui la band prova a esternare fin subito la propria paura, i propri timori. A Fever Dream, dunque. Un sogno che reca con sé una serie di strascichi e bollenti tensioni emotive.

Sotto il profilo squisitamente sonoro, le tastiere di Jeremy Pritchard sono ancora più presenti. La band formula le proprie melodie, i propri ritornelli, gigioneggiando tra un cambio di ritmo e l’altro, catturando non poco nei brani più “immediati” come “Can’t Go”, parimenti contrapponendosi al significato ben più profondo delle parole, con un teatrale Higgs pronto a invocare aiuto mentre dall'esterno gli altri non cessano di chiedere egoisticamente i propri "bisogni. L’idea di continuare a vivere senza badare ad alcuna conseguenza per le proprie scellerate azioni personali domina anche la successiva “Desire”. Le allusioni velate a Trump e alla sua figura di politico tutt’altro che nuova segnano il passo di “Big Game”, con l'inquilino della Casa Bianca metaforicamente definito come una sorta di bullo dal carattere infantile salito pericolosamente al potere ("I'm tired/ And you are ridiculous/ God for a clown and a clown for a pig/ Ever so small but you think it's big, I know").

L’atmosfera rilassata di “Good Shoot, Good Soldier” si contrappone alla pungente ironia delle parole, mentre nella bellissima “Run The Numbers” sale in cattedra l'invito a mettersi in guardia dalla post-verità e dalle trame contorte con le quali l’élite politica tenta di confonderci puntualmente le idee, provocandoci ogni giorno con i consueti trucchi messi in atto dai media al suo servizio. Il riff(one) hard-rock posto nel ritornello e l’assolo in coda intensificano ulteriormente la faccenda, confermando ancora una volta il carattere poliedrico della band. Allo stesso tempo, la seconda parte del disco mostra il lato più progressivo degli Everything Everything, con ballate lunari e surreali, come “Put Me Togheter”, e nenie electro-pop delicatissime con Higgs nelle vesti del pifferaio magico (vedi la title track). Non mancano poi i consueti momenti di pura e suadente schizofrenia pop-rock, come la sfuggente e nevrotica “Ivory Tower”.

In conclusione, “A Fever Dream” ci consegna una band in ottima forma, al netto di qualche passaggio meno dirompente che a conti fatti mancava nel precedente lavoro. La formazione inglese ci regala un album dai testi arguti talvolta pregni di analisi politiche ben camuffate e mai invadenti; un lavoro non eccessivamente articolato, al solito suonato e prodotto in maniera a dir poco egregia. Certo, mancano i cavalli di battaglia, i “tormentoni” capaci di stenderti al primo impatto, ma la bontà della proposta resta comunque alta e con l’aumentare degli ascolti tutto assume una dimensione e una statura ben precise.

(25/08/2017)

  • Tracklist
  1. Night Of The Long Knives 
  2. Can't Do 
  3. Desire 
  4. Big Game 
  5. Good Shot, Good Soldier 
  6. Run The Numbers 
  7. Put Me Together 
  8. A Fever Dream 
  9. Ivory Tower 
  10. New Deep 
  11. White Whale
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