Ex Eye

Ex Eye

2017 (Relapse Records) | avant-black-metal, progressive

È ormai assodato che mettere insieme il temine jazz e il nome di Colin Stetson è per molti più irritante che trascorrere una settimana distesi in un campo di ortiche. Non a caso il musicista canadese è particolarmente apprezzato dai non puristi di genere (qualunque sia: rock, jazz etc.), ovvero da chi ancora approccia la musica con lo stesso candore di un/a tredicenne alle prese con il sesso.
Ora che il gioco si è fatto più duro, tenterò abilmente di evitare il termine metal (per non provocare altre irritazioni) discorrendo del nuovo progetto Ex Eye, che oltre al sassofonista americano coinvolge un pezzo da novanta come Greg Fox (della band black-metal Liturgy), un affermato bassista e tastierista come Shahzad Ismaily (già collaboratore di Carla Bozulich, Lou Reed, Ben Frost) e infine il chitarrista Toby Summerfield.

Pubblicato dall'austera etichetta Relapse, il progetto Ex Eye è l'ennesima prova del fuoco per Stetson. Ancora una volta quello che prevale è un piacevole e disturbante senso di disorientamento lessicale, che coinvolge elementi musicali già noti e ampliamente esplorati nel passato, al solo fine di creare un flusso costante e vitale che, lungi dall'essere innovativo e rivoluzionario, metta in campo l'unica forma d'arte ancora possibile, ovvero la passione.
Ritmiche in tempi dispari, scampoli di shoegaze applicati al black-metal, post-rock, briciole di minimalismo ed effusioni free affini a certe forme di jazz si mescolano senza un'apparente geometria matematica e fisica, come se lo scopo finale fosse alla fine quello di coinvolgere l'ascoltatore in un trip sonoro non del tutto identificabile.

Stetson in parte rinuncia al ruolo di protagonista, lasciando alle sempre coinvolgenti creazioni ritmiche di Fox il fulcro creativo delle cinque tracce, pur se "Ex Eye" resta in definitiva un progetto collettivo, frutto di un amalgama stilistico robusto e intenso.
L'affascinante ibridazione del sax con l'intricato groove post-metal creato dalla band tiene costantemente alto il pathos dell'album, sopperendo magistralmente ad alcune lacune in fase di scrittura.
Appare evidente che il magma sonoro della band è destinato a diventare incandescente nella sua dimensione più creativa, ovvero in quella concertistica. Le infinite variabili che offre il post-rock in stile Constellation di "Anaitis Hymnal; The Arkose Disc" sono perfette per una potenziale rilettura live che ne sfibri ancor di più le cacofonie strumentali e le continue alternanze di mid-tempo, ritmiche furiose e fumosi toni ascetici, sui quali Stetson aleggia con timbriche minacciose e minimali.
Tutte le tracce mostrano delle peculiarità interessanti, dalla stratificazione di synth e sax di "Xenolith; The Anvil" alle frenetiche e infine sognanti progressioni ipnotiche di batteria, chitarre e tromboni di "Opposition/Perihelion; The Coil", fino alle sorprendenti contaminazioni prog alla Mars Volta di "Tten Crowns; The Corruptor", traccia inclusa solo nel formato digitale dell'album.

Qualche perplessità scaturisce da un ascolto più attento o casuale: preso a piccole porzioni, l'album evidenzia un mood ricco di deja-vu stilistici che risultano accattivanti più per la presenza di Stetson che per l'effettiva portata creativa del progetto. Peccati veniali, ovviamente, ma non si può tacere che il momento più creativo dell'album sia da ricercarsi nell'apoteosi di "Form Constant; The Grid", dove il gruppo si lancia con più ardore e temerarietà in una fusione strumentale al limite del caos, con deliziosi contrasti tra i toni più eterei del sax e le oscure e ossessive trame quasi doom-metal, che sembrano provenire da un'improbabile jam session dei King Crimson.

Con un briciolo di coraggio e di azzardo il progetto "Ex Eye" avrebbe rischiato di marcare indelebilmente l'anno in corso, e invece resta un'interessante messa a punto di una macchina da guerra che ancora deve trovare il giusto obiettivo sul quale scatenare l'apocalisse.

(02/09/2017)



  • Tracklist
  1. Xenolith; The Anvil    
  2. Opposition/Perihelion; The Coil    
  3. Anaitis Hymnal; The Arkose Disc    
  4. Form Constant; The Grid    
  5. Tten Crowns; The Corruptor (bonus track)




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