Fabrizio Paterlini

Secret Book

2017 (Memory Recordings) | modern classical, elettronica

Un “libro segreto” suddiviso in dodici capitoli, in un percorso che dal solo pianoforte e più in generale dalla modern classical si sposta gradualmente verso territori elettronici. Così si presenta il nuovo lavoro del compositore mantovano Fabrizio Paterlini, album che tra le altre cose dà anche il via all'attività della Memory Recordings, etichetta "casalinga" che si assume il compito di dare spazio ai giovani talenti della cosiddetta “classica moderna”. Un genere che in Italia sta trovando forse più interpreti che reali attenzioni da parte del pubblico (soprattutto se si pensa ad altri paesi come la Germania), ma che al tempo stesso sta uscendo dalla sua nicchia per incontrare una platea sempre più interessata.

In tutto questo, Paterlini si è dimostrato negli anni uno degli interpreti più talentuosi e credibili. Uno status di fatto certificato con il precedente “The Art of Piano” e infine testimoniato un paio d'anni fa dal “Live in Bratislava” che è la prova provata della stima e del successo che il compositore lombardo può vantare in giro per il mondo.
“Secret Book” è semmai la professione dei nuovi interessi che animano Paterlini, che ai consueti tasti del pianoforte abbina ormai da tempo sintetizzatori e device elettronici. I dodici brani, rimaneggiamento di una gamma di sketch trascritti in questi anni e custoditi gelosamente nel cassetto, si muovono allora sul doppio binario del piano e dell'elettronica, conferendo all'insieme un piglio ancora più sperimentale e autarchico rispetto al “già sentito”, per quanto i santini dei vari Olafur Arnalds, Nils Frahm e Max Richter vigilino ancora sulle operazioni dell'artista mantovano.

Resta il marchio onirico, ben palesato in quella “Movie Theme” per solo piano che sembra davvero un movimento introduttivo per una pellicola immaginaria, ma anche laddove la contaminazione sonora trova compimento, come nei casi di “One Word, At Last” e “Kepler” - quest'ultima contraddistinta dagli interventi del trio d'archi che accompagna Paterlini anche dal vivo. Con “Fab's Psychedelic Dinner” la mutazione può dirsi avvenuta e l'anima sintetica suggerisce i viaggi interstellari così come avremmo potuto immaginarli qualche decennio fa, come un gioco di specchi retrofuturisti in cui la vena psichedelica serve soltanto a conferire un ulteriore senso di disorientamento.

(19/07/2017)



  • Tracklist
  1. Movie Theme
  2. Narrow Is The Way
  3. While Everything Burns
  4. Space Walk
  5. Sharp
  6. You, Again
  7. Before the Storm
  8. One Word, at Last
  9. If
  10. First Day
  11. Kepler
  12. Walk in Bern (bonus track)
  13. Leave
  14. Fab's Psychedelic Dinner
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