Fink

Resurgam

2017 (Ninja Tune / R'COUP'D) | singer-songwriter

Parlare di "resurrezione", anzi intestarle una propria opera, è già una dichiarazione d'intenti a doppio taglio - sembra quasi sottintendere che ci sia una caduta da cui rialzarsi, quando invece la carriera recente di Fin Greenall è stata tutto tranne che morta. Tour cosmopoliti e trionfali, un album di outtake e redub in coda al successo di "Hard Believer", un preambolo ("Sunday Night Blues Club Vol. 1") che ha anche dato inizio alla collaborazione col produttore Flood, che guida anche qui la nave.

"Resurgam" non è in realtà che un'iscrizione su una cappella della Cornovaglia, uno dei luoghi del cuore di Greenall, ora in realtà di base a Berlino. Appreso questo, si capisce anche dove si colloca l'ambientazione del disco, aleggiante come uno spettro nella nebbia sopra le scogliere, tra ville semidisabitate e chiesette gotiche. "Resurgam" è un rave gotico, ecclesiastico, e ingurgita l'ancestrale pulsione per il groove di Fink, spingendolo oltre la ridondanza percussiva (gli otto minuti e mezzo dell'iniziale title track) e improntandolo a un minimalismo scheletrico che lo avvicina all'ossessione Radiohead.
È un minimalismo che si trova però anche nella scrittura del disco, come appunto nel gospel appena abbozzato della title track, un abbozzare che rimane un po' il vero marchio di fabbrica di questo album, come anche in "This Isn't A Mistake": quasi che Greenall avesse fretta di lasciare spazio al comunque affascinante e insinuante contenuto prettamente sonoro del disco. Anche nel singolo "Cracks Appear", la melodia si fa quasi nucleare, un semplice succedersi umorale, un mezzo per traghettare la canzone tra i vari passaggi dinamici.

Sia i numerosi passaggi "scuri" che quelli più chiari (la marcia Beatles-iana che conclude il disco) si stagliano con incredibile nettezza, insomma se la musica fosse solo suono, "Resurgam" sarebbe uno dei dischi più importanti degli ultimi anni (e rimane il fatto che, se riprodotto adeguatamente dal vivo, farà rizzare i peli sulle braccia a parecchia gente). Un ottimo album da ascoltare, insomma, ma dalla sostanza del tutto fugace.

(21/09/2017)



  • Tracklist
  1. Resurgam
  2. Day 22
  3. Cracks Appear
  4. Word To The Wise
  5. Not Everything Was Better In The Past
  6. The Determined Cut
  7. Godhead
  8. This Isn't A Mistake
  9. Covering Your Tracks
  10. There's Just Something About You
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