GermanÚ

Per cercare il ritmo

2017 (Bomba Dischi, Universal) | songwriter, pop-jazz

Mezz'ora è il tempo di un caffè con un vecchio amico e le nove confidenze di Germanò durano così, il tempo di un caffè. Forse, meglio, il tempo di un tè, considerata l'atmosfera soffusa di inizio album, un misto fra chillwave e glo-fi, che a tratti evoca i Ducktails.
Mentre la bacchetta batte sui piatti, Germanò - che si chiama Alex e viene da Roma - inizia a cercare il ritmo nel suo docile trascinarsi di malinconia e nostalgia, un ritmo esistenziale che, alla fine, pare non trovare mai del tutto.

Federico Zampaglione e i suoi Tiromancino sono il riferimento più spontaneo, i Non voglio che Clara quello più ragionato e recondito. Se gli si chiedesse qualcosa sui suoi gusti personali, risponderebbe Franco Califano ed Enzo Carella, ma Germanò, principalmente, ascolta se stesso e nel raccontare si racconta, si perde, si ritrova, si lascia andare, torna in sé e alfine confessa: "Se ti incontrassi non ce la farei a fingere un sorriso mentre ci abbracciamo e ad evitare di rispondere alla domanda "come stai"?". Lo fa con una scrittura agile, semplice e spesso acuta, che è facondia senza retorica, come in "Dario", il commiato finale, un'occasione per omaggiare un amico di quartiere, nonché per parlare di ambizioni che paiono distanti anni luce.

Succede pure questo, poi, nella mezz'ora con Alex, che lui ti racconti di Grace, porgendoti una missiva che forse non ha mai trovato il coraggio di spedire. L'ha scritta come la scriverebbe un uomo, se fosse innamorato e la suonerebbe chiudendo tutto con una chitarra in stile National. I fari in mezzo al buio, il vento sulla pelle, gli occhi che si perdono dentro a un'altra coppia di occhi. Le figure rimangono sempre quelle, le usava Ron vent'anni fa, pescandole quasi pedissequamente dal repertorio di Shakespeare, sintomo del fatto che, quando si parla d'amore, a fare la differenza non è tanto l'innovazione, quanto più l'autenticità. E Grace, per fortuna, è autentica, oltre che fatta di un materiale diafano, che mette a nudo altro dietro l'incontro con Grace e il sentimento che si porta appresso. Grace, infatti, è più di una canzone d'amore, è la timida confessione di un improcrastinabile e doloroso smarrimento.

Semmai, "Per cercare il ritmo" presta il fianco a distrazioni e cali d'attenzione durante l'ascolto, correndo un po' troppo spesso su sentieri già battuti. Per un esordio, però, è buon costume chiudere un occhio e concedere più di una licenza, "del resto, mica siamo sempre scrittori".
Ciondolando fra pop e jazz, Germanò riapre uno scrigno forgiato da una scuola romana troppo spesso ignorata e, cosa più importante, fa venir voglia di riprenderla e di riscoprirla.

(18/10/2017)



  • Tracklist
  1. Per cercare il ritmo
  2. L'automobile che corre
  3. Grace
  4. Dicembre
  5. San Cosimato
  6. Mezzanotte meno 10
  7. Via per sempre
  8. Carabiniere
  9. Dario
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