Ghostpoet

Dark Days and Canapes

2017 (Play It Again Sam) | hip-hop

Contaggiando l’hip-hop con i toni uggiosi della sua natia Londra, Obaro Ojimiwe, in arte Ghostpoet, ha consolidato un profilo artistico abbastanza originale, sposando l’approccio abstract-hip hop di gruppi come gli Antipop Consortium o i Why?, e sviluppando nel contempo una narrazione lirica più attigua alla poesia.
“Dark Days & Canapés” è il suo quarto album, il secondo con una vera e propria band, quest’ultima perfettamente integratasi con le nebulose e malinconiche narrazioni sonore di Ojimiwe. Il tono è ancor più cupo e ossessivo, con Leo Abrahams al banco di produzione, quest'ultimo perfetto artefice di una robusta e tetra scenografia sonora dagli intensi toni apocalittici, ottenuta attraverso intriganti miscele di archi e di riverberi chitarristici.

La rinuncia ai malfermi e più avventurosi suoni elettronici dei primi album apre sempre di più la strada a contaminazioni rock più marcate, con crescendo armonici affidati a chitarre in stile Radiohead/Sister Of Mercy, che trovano la loro migliore espressione in “Live>Leave” e “Freakshow”. Il tono narcolettico e ossessivo dell’affascinante hip-hop di “Karoshi” e il cantato quasi lacerante di “Immigrant Boogie” fanno invece da sfondo ai due episodi più intrisi di politica e risvolti sociali, che Obaro Ojimiwe sottolinea con desueto cinismo e imperturbabilità.
Le alterazioni ritmiche e melodiche sono sempre ricche di invenzioni: a brani più convenzionali, come “Trouble + Me” e alla raffinata “Blind As A Bat...”, l’album alterna ballate malsane disturbate da sonorità noise e industrial, che contrastano i delicati contrappunti melodici di “ Many Moods at Midnight” e le angosciose trame minimali di “One More Sip” e “(We're) Dominoes”.

Con “Dark Days & Canapés” sembra che il londinese abbia finalmente trovato il giusto equilibrio emotivo, raccontando di paranoie e disagi moderni con un suono monocromatico eppur ricco di sfumature. Ed è nel cantato che si nota una maggiore attenzione alla forza comunicativa, soprattutto quando Obaro duetta con Daddy G dei Massive Attack nel delizioso western-hip-hop di “Woe Is Meee”, perfetta sintesi dello stato di grazia creativa che anima il nuovo album di Ghostpoet.

(09/11/2017)



  • Tracklist
  1. One More Sip 
  2. Many Moods At Midnight 
  3. Trouble + Me 
  4. (We're) Dominoes 
  5. Freakshow
  6. Dopamine If I Do
  7. Live>Leave
  8. Karoshi
  9. Blind As A Bat...
  10. Immigrant Boogie 
  11. Woe Is Meee
  12. End Times




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