Gomma

Toska

2017 (V4V) | post-rock, emo

- Che strano...
- Cosa?
- La mia immagine si riflette nei tuoi occhi
- Forse è il preludio al riavvicinamento franco-americano
- Ci nascondiamo come gli elefanti quando sono felici
(“À bout de souffle” - Jean-Luc Godard, 1960)

La storia di Alice - che si conclude con un'immagine degna della letteratura russa del diciannovesimo secolo - è soltanto la cornice di un dipinto espressionista. Come in un'opera espressionista, la band di Caserta punta l'occhio di bue sull'interiorità più profonda dell'animo umano, spiegando una patina angosciosa (“Тоска”, appunto) che disturba la ricerca della serenità e del bello. Ci sarebbe del bello nel raccontare un ritorno, per esempio. Sarebbe magnifico se un ragazzo, uscendo di casa per farsi un caffè, tornasse normalmente dalla sua fidanzata. Sarebbe bello se un attimo di felicità diventasse il pretesto per un atto di condivisione.

Nelle storie di “Тоска”, invece, accade il contrario. Sollevando il coperchio della pentola in cui ribollono ansie, flussi di coscienza e rigagnoli di parole che non ospitano allitterazioni, si riconosce anche l'odore del post-rock bolognese dei Massimo Volume. Pure loro - nel periodo in cui il grunge imperversava senza sperimentare - scrivevano una canzone chiamata "Alessandro", manifesto di un descrittivismo che sarà la loro primaria cifra stilistica. Se quelli erano neorealisti però, i casertani, nel raccontare, si perdono tra i fumi della psiche umana; se Clementi recitava soltanto, Ilaria non può trattenersi dal cantare - un canto che a tratti sembra un lamento isterico - perché, dopo essere uscita sconfitta dall'uragano strumentale, non le rimane che assecondarlo.

In verità, nell'esordio della band campana, è arduo capire se siano le parole a seguire la musica oppure il contrario. Nei lavori dei Massimo Volume, perlomeno, voce e strumenti sembravano corpi estranei, pur rimanendo assolutamente inscindibili; il corpus strumentale e le parole viaggiavano verso la stessa direzione, ma con andamento parallelo. Qui, diversamente, c’è un coagulo più indefinito.

A prescindere dai ruoli, si dice che debba esserci una parte forte e una parte debole affinché un amore funzioni. Quello della band campana funziona. Omaggiando i Rodan, sfiorando territori emo-core e ammiccando allo shoegaze, “Тоска” parla di vita, nella sua pienezza e nella sua vacuità: come in un'opera espressionista, "come in un quadro francese... in cui manca qualcuno".

(22/01/2017)

  • Tracklist
  1. Alice scopre
  2. Aprile
  3. Le scarpe di Beethoven
  4. Elefanti
  5. Vicolo Spino
  6. Arrendersi
  7. Тоска (Toska)
  8. Alessandro
  9. Alice Capisce

 

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