Goose

Dopo il diluvio

2017 (Seahorse) | alt-pop

Finalmente i quattro Goose tornano a farsi sentire, dopo quel “30:40” (2009) di otto anni prima, con le nuove ballate d’amore di “Dopo il diluvio”. Paolo Messere, alla produzione, aiuta il complesso ad arrangiare l’album, per dotarlo di arrangiamenti che stavolta hanno una palpabile pompa e anche una qualche varietà timbrica, pur non producendo alcuna vera deviazione stilistica.

“Cento volte”, guidata da un piano squisitamente classicheggiante, e “Fammi andare”, contrappuntata da una tromba che sfuma i versi del canto, accarezzano nuove possibilità nella scrittura della perfetta serenata melanconica. “A fondo” e “Gettato nel mondo” imbastiscono poi piccole sinfoniette da camera, alla maniera della “Since I Don’t Have You” degli Skyliners, ma anche un numero più umile, fatalista e Rem-iano, “La ballata dei ricordi”, s’inserisce con snellezza nel flusso delle canzoni. E alla fine arriva una trasfigurazione in stile Donovan, la dedica di “Barbara”, d’un leggiadro decadentismo.

E’ il disco più profondo della band sarda, schietto, insistentemente proiettato nel passato anziché nel futuro, un po’ didascalico e disomogeneo. Vi confluiscono, nelle liriche e meno nel sound, confessioni, amarezze portate a testa alta, rimpianti e soprattutto rievocazioni. In tutto ben otto collaboratori (archi, fiati, chitarre elettriche e steel guitar, bouzouki).

(04/01/2018)

  • Tracklist
  1. Cento volte
  2. Fammi andare
  3. Gettato nel mondo
  4. Gioia
  5. La ballata dei ricordi
  6. Nella luce
  7. A fondo
  8. Lontano
  9. Barbara
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Recensioni

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30:40

(2009 - Seahorse)
Secondo album per la band di Sassari, a ripercorrere omaggi power-pop e intenzioni autoriali

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