Hammock

Mysterium

2017 (Hammock Music) | ambient, post-rock, sacra

L'incontro relativamente recente tra la musica secolare e i nuovi stilemi ambient/elettronici e modern classical ha spalancato un varco che non accenna a richiudersi, come una sorgente dalla quale sgorgano possibilità espressive più che mai necessarie ai compositori della nostra generazione. Una riscoperta che guarda con rispetto al perfetto compimento della polifonia in epoca rinascimentale, ma che attinge soprattutto al cosiddetto "minimalismo sacro" dei maestri contemporanei Arvo Pärt, John Tavener e Henryk Górecki. Specialmente nel caso di quest'ultimo, l'eco della Terza Sinfonia si è propagato esponenzialmente sino a diventare un'irrinunciabile pietra di paragone per le giovani promesse del nostro tempo, da Colin Stetson ed Eluvium a Nico Muhly e Kjartan Sveinsson.

Tornare alla ricerca della consolazione spirituale è una delle risposte che la musica sembra voler offrire in un periodo storico che incute timori sempre più fondati, ma è anche il segno di una rinnovata sensibilità melodica e della volontà di dare una sostanza inedita al genere strumentale e, in particolare, alle attuali declinazioni della musica d'atmosfera. Per il prolifico duo Hammock ciò non costituisce affatto una novità: occorre riferirsi tanto al caso specifico di "Oblivion Hymns" (2013) quanto all'intera produzione precedente, lungo quasi un quindicennio di riconcilianti tessiture ambient/post-rock che da sempre evocano la luminosità di una dimensione ultraterrena.

L'ispirazione per le struggenti composizioni del nuovo album "Mysterium" ha purtroppo origine in un lutto familiare: Marc Byrd, metà del progetto con Andrew Thompson, rivolge la propria dedica alla sorella che un anno fa ha perduto il proprio figlio a causa di un tumore. Il mistero che avvolge ogni dipartita da questo mondo risiede nel silenzio che la accompagna: un "senso di riverenza per la vita e la morte" vuole dunque essere il sentimento dominante di questi brani, rintracciabile non soltanto nelle ariose partiture ma anche, per l'appunto, nei silenzi mai realmente "vuoti" che le attraversano.

Al fianco dei due autori e chitarristi è stato determinante il contributo degli orchestratori Bobby Shin e Roman Vinuesa, e in seguito dell'ingegnere del suono Francesco Donadello, di base a Berlino. Ma sono le voci dei quarantadue componenti del Budapest Art Choir a risaltare maggiormente nel dare corpo alle invocazioni di questa liturgia celeste, corredata dai brumosi visuals di Thompson stesso.
Le inconfondibili progressioni melodiche degli Hammock vengono rimodulate e missate in forme nuove per dare spazio agli elementi aggiuntivi: in "When The Body Breaks" le chitarre sommerse da una spessa coltre ovattata vengono sovrastate dall'etereo pianoforte, mentre nella commossa "Things Of Beauty Burn" sono i violoncelli a condurre i versi di un ardente Agnus Dei.
Soltanto con "I Would Give My Breath Away" si inserisce anche la voce solitaria di Thompson, che ritorna nell'invocazione finale di "This Is Not Enough", dove l'ingresso della batteria di Ken Lewis (già apparso in "Departure Songs") sigilla l'opera con un enfatico crescendo alla maniera dei più classici Sigur Rós.

Il risultato finale è cristallino: senza arricchimenti superflui, il requiem degli Hammock non indulge mai nel lamento fine a se stesso e ci conduce per mano lungo un percorso emozionale d'intensità straordinaria, in grado di trascendere la dolorosa genesi del progetto per abbandonarsi a una meditazione sul mistero dell'esistenza e sulla speranza dell'Eterno.
Il tema dell'immanenza, da ultimo, sembra riassumersi nell'estetica minimalista dell'artwork che riproduce "Flame", disegno a matita di Pete Schulte, qualcosa di simile alle sculture opache in Perspex del nostro Paolo Radi: una presenza quieta ed essenziale che non stravolge lo spazio ma lo abita, mutandone l'aspetto con infinita delicatezza.

(30/08/2017)

  • Tracklist
  1. Now And Not Yet
  2. Mysterium
  3. When The Body Breaks
  4. Things Of Beauty Burn
  5. I Would Give My Breath Away
  6. Remember Our Bewildered Son
  7. Dust Swirling Into Your Shape
  8. Numinous
  9. For My Sister
  10. Elegy
  11. This Is Not Enough (Epilogue)






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