Hante.

Between Hope & Danger

2017 (Synth Religion) | minimal synth

“You will live to die another day. You will die to live forever”. Speranza e paura convivono nel nuovo album di Hante., la creatura solista di Hélène De Thoury, precedentemente nota per i suoi progetti Phosphor e Minuit Machine. Between Hope & Danger, uscito per la sua label Synth Religion, è il quarto capitolo discografico della musicista minimal parigina, e la sua ulteriore consacrazione nell'Olimpo di questo revival musicale, un filone che sembra ormai avere esaurito la propria spinta, a causa della mancanza di "originalità", termine da prendere con le pinze, di molte sue proposte.

A tre anni dal suo Ep "Her Fall And Rise", Hante. è sopravvissuta ad un fenomeno che ha visto molti progetti sciogliersi nell’arco di un paio di uscite, testimoniando la qualità della proposta. Già con il primo vero e proprio album, "This Fog That Never Ends", uscito appena un anno fa, e poi con l'Ep "No Hard Feelings", la musica della De Thoury si era trasformata in un ibrido tra la forma-canzone tipica delle Minuit Machine e l’enfasi strumentale posta nel primo lavoro citato; ora "Between Hope & Danger" prosegue in quella direzione, senza introdurre particolari elementi di novità.
La musicista parigina torna a parlare di sentimenti forti, di amore e morte, di speranza e di paura. C'è, nella title track, la paura nei confronti del passare del tempo, mentre la solitudine è protagonista in “Empty Space”, un brano che racconta della perdita di un amore. In “Lies/Light”, invece, la cantante parla alla sua mente: “Imperfect mind, why are you so sad? Why do you always want the things you can't have?”.

Nella sua musica, Hante. svela il suo vivere costantemente tra due fuochi; la tematica del doppio è presente in molti suoi lavori: vita e distruzione nel suo debutto come Minuit Machine, caduta e ascesa nel suo primo Ep, odio e amore nell'uscita successiva, paura e speranza in "Between Hope & Danger". Bene e male, si potrebbe aggiungere. La bontà della musica della parigina sta nella mancanza di volontà di giungere a una conclusione, nel suo mettersi costantemente in dubbio, nel suo eterno dialogo con il proprio sé, alla ricerca di una vana soluzione all'eterno problema del male di vivere.
Perché, dunque, scegliere questo album, nella sterminata giungla, fisica e ancor di più digitale, del genere retro-minimal-synth? Perché è indubbio che Hante., per quanto legata agli anni 80, non ne riproponga pedissequamente il vocabolario musicale, ma una convincente variazione sul tema.

Sebbene legati da un filo rosso sempre ben presente, i brani di Between Hope & Danger hanno una propria personalità. “Le Point De Non-Retour” ha un suono molto cinematografico (facendo seguito a “Living In A French Movie”, presente nel precedente Ep), con la sua lunga costruzione strumentale, consciamente o meno, risultato dell’influenza che la Settima Arte ha, ovviamente, avuto sulla sua musica.
Ci sono poi "Éternité", con il suo synth gotico, l’andatura veloce e le tastiere crepuscolari di “Live To Die Another Day” e il giro melodico della conclusiva “Winter Dreams”.
Se questo è il vostro primo approccio con la musica della De Thoury, cominciate col suo primo lavoro e poi proseguite con questo album. Per chi già conosce la sua musica, invece, una piacevole conferma.

(25/06/2017)

  • Tracklist
  1. Le Point De Non-Retour 
  2. Lies // Light 
  3. Empty Space 
  4. Éternité 
  5. Live To Day Another Day 
  6. Between Hope & Danger 
  7. F.O.X. 
  8. Nous Ne Ferons Qu'Un 
  9. Lonely Horse
  10. Winter Dreams
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