Hawkwind

Into The Woods

2017 (Cherry Red) | space-rock, psych-rock

Con "The Machine Stops" (2016) gli Hawkwind avevano fatto intendere che la loro "macchina argentata" si fosse fermata, ma trattandosi di Dave Brock le sorprese non potevano mancare. A un anno esatto di distanza esce quindi il sequel intitolato "Into The Woods", continuazione della storia cominciata proprio in "The Machine Stops", il cui distopico futuro è ora ambientato in campagna grazie all'ispirazione che Dave Brock ha avuto nella sua fattoria nel Devon.

La formazione impegnata nella realizzazione del trentesimo album comprende - oltre al timoniere Dave Brock (chitarra, tastiere, synth, voce) - Jonathan "Mr Dibs" Derbyshire (basso, voce), Niall Hone (basso, tastiere, chitarra), Haz Wheaton (basso), Richard Chadwick (batteria, voce) e Tim Blake (tastiere, virtual guitar). Esteticamente, il disco si presenta con il classico siderale wall of sound degli Hawkwind: ritmi granitici, assoli di chitarra in prima linea, sintetizzatori che ribollono sullo sfondo, frequenti torsioni stilistiche. Ciò che cambia è tuttavia la location: siamo infatti dinanzi a un disco più terreno, che vuole evocare la magia e il mistero, ma anche l'ostilità della natura che ci circonda. Già la title track, posta in apertura con i suoi tenaci riff e la sua filastrocca minacciosa ("vi stavamo aspettando" declama persino Brock!), fa presagire all'ascoltatore di essere entrato in un posto colmo di trappole e insidie.

Non va meglio quando si gira l'angolo e ci si scontra con le intimidatorie "Cottage In The Woods" e "The Woodpecker", coi rumori della natura imitati dagli strumenti a gettare l'ascoltatore nella più completa paranoia. Fortunatamente ci pensa la verve psichedelica di "Have You Seen Them" - edita come singolo - a riportarci per un momento in territori gioviali e sicuri. Nel corso del disco gli Hawkwind dimostrano di essere sempre fedeli al loro prototipo del rock, seppur aggiungendo qualche variazione sul tema, come l'R&B sinistro di "Vegan Lunch", il celestiale boogie di "Magic Scenes" o lo stranissimo country-space-blues di "Space Ship Blues", tra malevoli banjo e synth vorticosi.
In questo tripudio di varietà stilistica uno dei pezzi meglio riusciti del novero è la sonica "Wood Nymph", mentre chiudono i nove minuti di trance condotti da organo e chitarra di "Magic Mushroom", che sembrano ricondurci lassù, nello spazio dove gli Hawkwind hanno fatto la loro storia e plasmato un culto musicale destinato a reclutare numerosi adepti.

Dopo cinquant'anni di attività e al trentesimo album in studio, gli Hawkwind dimostrano di aver ancora qualcosa da dire e di sapersi mettere in gioco con un disco variegato e di buona fattura. E stiamo pur certi che finché Brock sarà al timone di questa confraternita spaziale la saga degli Hawkwind sarà sempre in mani sicure.

(29/05/2017)



  • Tracklist
  1. Into The Woods
  2. Cottage In The Woods
  3. The Woodpecker
  4. Have You Seen Them
  5. Ascent
  6. Space Ship Blues
  7. The Wind
  8. Vegan Lunch
  9. Magic Scenes
  10. Darkland
  11. Wood Nymph
  12. Deep Cavern
  13. Magic Mushroom


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