Hercules & Love Affair

Omnion

2017 (Atlantic) | house, art-synth-pop, electro

Siete mai stati colpiti in faccia da una bomba di glitter? Vi spiego io come funziona: quei cazzo di brillantini vi entrano dappertutto - naso, bocca, occhi, orecchie - e se vi sfregate il viso con le mani poi finite col trasferirli su qualunque altra cosa vi capiti sotto tiro, tipo amici, ringhiere, chiavi e portafogli (insomma, non masturbatevi). Se per sbaglio decidete di farvi una doccia completa ve li trovate pure sotto le unghie dei piedi. Ma di controparte, la vostra pelle brillerà al sole per settimane, donandovi quell'invidiabile glow che vi trasformerà in splendide creature mitologiche, capaci di rischiarare con scintillanti tonalità arcobaleno il grigiore degli sguardi dei pendolari mentre andate al lavoro in metro il giorno dopo.
Ecco, ascoltare "Omnion" è come fare un figurato viaggio sonoro attraverso il progredire delle emozioni sopra descritte: l'eccitazione di essere finalmente colpiti in faccia da un'esplosione di colori che vi appartengono, la successiva paura di sentirsi indelebilmente marcati come diversi, la paranoia del doversi districare tra le frigide opinioni altrui, la possibilità di cadere nelle droghe e circondarsi di compagnie balorde, e infine la nascita di quella forza interiore che vi spinge ad andare avanti per uscire - graffiati ma vivi - dall'altra parte del tunnel. In aiuto a questo tortuoso processo, Andy Butler e i suoi cangianti Hercules & Love Affair illuminano la strada da quasi un decennio, impiegando il linguaggio universale del dancefloor e l'attitudine schietta del post-punk per incitare forza e coraggio anche nell'animo più spaurito. Con "Omnion", questo carrozzone trainato da unicorni riprende quota verso una dimensione non più solamente istruttiva e redentoria, ma anche di pura ispirazione emotiva.

Faris Badwan intona il singolo di lancio "Controller", nervoso pezzo house venato da un torbido erotismo sado/masochista - perfetto connubio d'intenti tra la cupa figura del cantante e l'attitudine da obbediente leather boy di Andy (il quale peraltro spesso ama farsi ritrarre coperto di borchie e poco altro). Ma in realtà la presenza di Faris tocca l'apice su "Through Your Atmosphere", pezzo anni 80 che nella spaziosa costruzione melodica ricorda l'operato dei suoi Horrors, mentre lo slanciato ritornello è al contempo sia epico come una cavalcata sci-fi sia fieramente frocio come le vecchie canottiere degli Erasure - impossibile nascondersi adesso.
Dall'Islanda, l'outfit electro-house dei Sisy Ey si adagia sulle terse atmosfere di "Running", Andy confeziona per loro un morbidissimo refrain. Semplicemente splendido poi "Are You Still Certain" con quel controcanto tutto al maschile in lingua araba che crea paesaggi d'imponente semplicità altamente suggestivi - il pezzo è realizzato assieme ai Mashrou' Leila, una band di rock alternativo libanese nota alle cronache del mondo arabo per i temi controversi spesso trattati nei propri testi. Ma è Sharon Van Etten a inanellare il momento migliore del disco con la title track, una sorta di onirico synth-art-pop condito da inedite cascatelle elettroniche che scrosciano in sottofondo e colorano una delle melodie più cristalline dell'intero album.

Ma anche i membri attualmente fissi del collettivo Hercules & Love Affair fanno la loro porca figura. Rouge Mary tira fuori il pezzo in assoluto più trascinante e scuotichiappe dell'anno: "Rejoice" è uno stomper acido e sintetico messo in piedi con robotica precisione e una bella sezione di ottoni nel finale, ma la cattivissima interpretazione vocale solleva il tutto verso il pantheon di un dancefloor zeppo di sudore, passione e nervi a fior di pelle. Il ruvido ma caldo timbro vocale di Mary sa anche come trasportare "Wild Child" verso l'ideale della vecchia Chicago più deep, per quanto Andy sappia bene come svecchiarsi ad arte.
Lo stesso Andy, invece, si dona nell'interpretazione del pezzo più umbratile e suggestivo del lotto, quella "Fools Wear Crowns" che racconta del suo difficile passato di dipendenza da droghe e alcol, e si snocciola quasi in silenzio tra sottili pattern sintetici e richiami di Kraftwerk e Anubian Lights - è il momento centrale del disco, durante il quale il padrone di casa prende sommessamente la parola sopra agli strilli dei commensali, e tutti si fermano ad ascoltare in religioso silenzio.
Solo i pezzi interpretati da Gustaph sembrano andare ad adagiarsi verso quell'ordinaria amministrazione di moderna house music che aveva affossato l'ascolto del precedente "The Feast Of The Broken Heart", ma va comunque notato che "Lies" si chiude con una bella sezione di archi neoclassici, mentre il gran finale di "Epilogue" è un altro momento art altamente suggestivo che si snoda tra ipnotismo velvettiano e atmosfere space-disco alla Patrick Cowley, chiudendo il tutto con un lieve sospiro (esattamente come quell'eterea cover di "It's Alright" di Sterling Void, portata al successo dai Pet Shop Boys, chiudeva "Blue Songs").

Andy Butler taglia una figura solitaria nell'attuale panorama; instancabile dj e anima errante sempre in giro per il mondo, spesso nascosto dietro ai piatti e dietro alle voci dei propri ospiti e pertanto mai considerato al pari di altre icone queer più propriamente dette, come Anohni e John Grant (i quali peraltro hanno entrambi collaborato con Andy in passato). Eppure Andy Butler è l'unica costante dietro al progetto Hercules & Love Affair sin dai tempi dello storico album di debutto, e "Omnion" non fa che confermare tutto quanto visto allora: uno squisito padrone di casa e un personaggio gregario che sa dare il giusto spazio alle voci più underground e gender-bending della scena queer mondiale, ma anche un animo sensibile, capace di far riflettere e allo stesso tempo di trascinare tutti in pista quando è arrivata l'ora di sparare la bomba di glitter dal palco per alleggerire la situazione e buttare tutto in caciara. E questa, miei cari unicorni, è una caratteristica che dovrebbe come minimo farlo annoverare al livello di tanti altri più celebrati songwriter.

(03/09/2017)



  • Tracklist
  1. Omnion feat. Sharon Van Etten
  2. Controller feat. Faris Badwan
  3. Rejoice feat. Rouge Mary
  4. Are You Still Certain feat. Mashrou' Leila
  5. Running feat. Sisy Ey
  6. Fools Wear Crowns
  7. Lies feat. Gustaph
  8. Wild Child feat. Rouge Mary
  9. My Curse And Cure feat. Gustaph
  10. Through Your Atmosphere feat. Faris Badwan
  11. Epiloge feat. Gustaph




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