Hiss Golden Messenger

Hallelujah Anyhow

2017 (Merge) | americana, country-soul

C'è sicuramente un'irriverenza, una spavalderia, nell'impostare la propria musica a un generico "pensiero positivo", in un divertimento, una fede, una speranza che sembrano spernacchiare chi vorrebbe instillare paura e chiudere la gente dentro casa (e infatti il disco, un po' ruffianamente, si chiude con "When The Wall Comes Down").
In questo, "Hallelujah Anyhow" amplifica l'estetica feel good abbracciata da MC Taylor fin dal suo approdo alla Merge: svisate rutilanti di armonica a bocca su armonizzazioni e melodie in maggiore ("Lost Out In The Darkness") sembrano evocare un grande ritrovo spirituale, una sorta di Hare Krishna cristiano in cui perdersi. Congratulazioni prima di tutto a Taylor per riuscire a scrivere in questo modo quando sembra che nessuno provi più a fare musica, sinceramente, per divertirsi e far divertire, così come nessuno sembra più in grado di scrivere buone commedie.

Ma da un lato la pervicacia di questo sentimento genera alla lunga un senso di vaga ciarlataneria, come se in paese fosse arrivato il carretto degli unguenti miracolosi, dall'altra non c'è quel senso della melodia senza la quale non è possibile davvero divertirsi ascoltando musica.
Dal punto di vista del sound e degli arrangiamenti, è vero, non c'è nulla di intentato (bello il sax che accompagna lo spegnersi di "John The Gun", così come le ruscellate di pianoforte di "Caledonia, My Love"), ma continua la scrittura a veicolare l'impressione di un artista comodo, seduto come nella copertina, nella comfort zone di una firma artistica ormai riconoscibile ma sostanzialmente inamovibile.

Una tendenza al "galleggiamento" non imprevista a questo punto della carriera di Hiss Golden Messenger (il suo l'ha già fatto, verrebbe da dire): "Hallelujah Anyhow" suona bene, in fondo negli Stati Uniti al momento il panorama dell'Americana indipendente non offre molti concorrenti, almeno sul versante più "adulto" e bandistico. Non ci sono veri motivi per cui Taylor dovrebbe suonare diversamente da così, ma la sensazione è che il suo credito artistico si stia dilapidando in fretta. C'è sempre un tetto agli album di puro mestiere che un artista può propinare al suo pubblico, e si sta abbassando rapidamente.

(11/10/2017)



  • Tracklist
  1. Jenny of the Roses
  2. Lost Out in the Darkness
  3. Jaw
  4. Harder Rain
  5. I Am the Song
  6. Gulfport You've Been on My Mind
  7. John the Gun
  8. Domino (Time Will Tell)
  9. Caledonia, My Love
  10. When the Wall Comes Down
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