Hogni

Two Trains

2017 (Erased Tapes) | art-pop

Non è un personaggio prevedibile, Högni Egilsson: musicista eclettico, bifronte, protagonista del progetto tech-house dei Gus Gus e dell’insolito ensemble Hjaltalín, questi ultimi autori di una bizzarra miscela di pop anni 60, soul e sonorità eteree alla Sigur Ros.

Con il suo primo album da solista, il polistrumentista ha messo a punto un progetto complesso e ricco di spunti, a volte debordante, irriverente. I “Two Trains” del titolo sono gli elementi-chiave del suggestivo parallelismo tra evoluzione tecnologica e decadenza della coscienza personale, che il musicista spinge fino ai confini di un art-rock dai toni cupi e minacciosi. I due treni sono perciò Minør e Pionér, ovvero le uniche locomotive costruite in Islanda, utilizzate per il trasporto di roccia e ghiaia necessarie a costruire il porto di  Reykjavík (1917) e poi accantonate.

Il valore simbolico è forte, tutto l’album è infatti un continuo avvicendarsi di contrasti e di elementi distonici, tra cori solenni che evocano il rigore di una cerimonia ufficiale (“Andaðu”), inflessioni vocali alla Curtis Mayfield incastonate su romanticherie alla Bjork  (“Shed Your Skin”) e preziose bizzarrie melodiche elettronic-soul alla Anohni (“Break-up”).
Districandosi tra apparente leggiadria (“Komdu Með”) e abissi neo-classicheggianti (“Óveðursský”), “Two Trains” offre infiniti spunti d’interesse, lasciando l’ascoltatore sempre in bilico tra rumori metallici (“Moon Pitcher”) e delicatezze crepuscolari (“Dragðu Mig”), conciliando ritmi industrial (“Crash”) con claustrofobiche pagine elettro-soul (“Parallel”).

È comunque un viaggio nella psiche, quello che compie Högni Egilsson, e anche se le soluzioni pop e soul che intercettano le alienanti sonorità avantgarde suggeriscono una chiave di lettura passionale, il messaggio che arriva dai toni metallici dei ritmi e dal timbro gelido degli archi è in verità un presagio, una premonizione su un futuro avvolto da una tragedia emotiva che spingerà l’umanità a confondere la vita con la morte, cosi come la musica di “Two Trains” confonde armonie e discordanze.

(06/02/2018)



  • Tracklist
  1. Andaðu 
  2. Shed Your Skin 
  3. Komdu Með 
  4. Crash 
  5. Dragðu Mig 
  6. Óveðursský 
  7. Break Up 
  8. Moon Pitcher 
  9. Parallel 
  10. Enn Næða Orð


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