Ian William Craig

Durbe

2017 (Recital) | ambient, tape music

Al momento della sua uscita, lo scorso anno, "Centres" non poteva che apparire come un punto d'arrivo ambizioso, in un certo senso addirittura quintessenziale, per la poetica ambient di Ian William Craig. La successiva pubblicazione dell'Ep "Slow Vessels" ha invece messo a nudo la natura ancor più intima dei brani originari, gemme cantautorali ripulite dalla polvere di vecchi nastri in decomposizione. Dobbiamo rendere merito all'insistenza di Sean McCann, fondatore dell'etichetta Recital, per il disvelamento di questa ulteriore declinazione, presentata dal vivo nell'autunno del 2016 in una chiesa medievale di Durbē, in Lettonia.

In questo ideale contesto, nell'arco di quasi un'ora, l'autore canadese ha presentato quattro tracce, due delle quali in forma di suite. L'intera performance è basata sull'utilizzo estensivo di loop generati a partire da materiale preinciso o registrato in diretta: "Requiem For Al Purdy", unico inedito dedicato al connazionale poeta del secolo scorso, è un esercizio di progressiva stratificazione atto a saturare lo spazio acustico facendovi confluire frammenti di voci spettrali e melodie troncate, "finalizzati" nella ripetizione irregolare dei nastri.
Senza soluzione di continuità fanno seguito due rivisitazioni dal repertorio recente: "On The Reach Of Explanations" (da "A Turn Of Breath") e una versione estesa di "The Nearness" sottolineano una volta di più come Craig accetti, e anzi insista nel portare le sue ispirazioni alle estreme conseguenze, come a sondare i limiti del loro potenziale espressivo, sin quasi a farle scomparire.
È una sottile forma di understatement espressivo quella con cui Craig "abita" il luogo di culto, accumulando livelli sonori che per gran parte del tempo sembrano oscurare la presenza del loro artefice: solo nel ridimensionamento finale, "Arrive, Arrive" fa risplendere la sua voce dolce e istruita sulle note di un organo elettrico dimesso che, dopo il caos controllato dei nastri, regala un'emozione tanto modesta quanto vera e tangibile.

La scena indipendente contemporanea continua a ristabilire un contatto con la dimensione del sacro, non solo nelle sonorità ma anche nel dialogo con gli spazi propri della religione, siano essi abbandonati o ancora destinati alle funzioni liturgiche. Dopo Tim Hecker, i Sunn O))) e William Basinski (esibitosi di recente nella chiesa milanese di Santa Maria Annunciata), Ian William Craig aggiunge un tassello affascinante alla ricerca sulle risonanze naturali in rapporto alla musica ambient, e al contempo effettua una possibile chiusura del cerchio sulla sua produzione recente.

Edizione limitata di 200 cd, purtroppo già esaurita.

(04/09/2017)

  • Tracklist
  1. Requiem For Al Purdy
  2. On The Reach Of Explanations
  3. The Nearness
  4. Arrive, Arrive
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