Igorrr

Savage Sinusoid

2017 (Metal Blade Records) | breakcore, baroquecore, metal

Il musicista francese Gautier Serre è, ormai da diversi anni, autore di una carriera che si muove in quel sottile confine esistente tra genio e follia, tra delirio e chiaroveggenza, creatore di uno stile unico che abbandona ogni convenzione per spingersi nel campo dell'inaudito e del mai sentito.

Prendendo in prestito le sonorità breakcore tipiche di progetti come Venetian Snares, li arricchisce di una quantità di elementi che vanno oltre ogni più ardita immaginazione. Nulla sfugge a Igorrr, sorta di buco nero supermassiccio che risucchia e distrugge ogni elemento presente nella tradizione musicale, di qualsiasi epoca essa sia; destrutturazione, rimescolamento senza fine, taglia e cuci continui che forse Zappa avrebbe apprezzato, fantasia debordante, idee perennemente sopra le righe. Si va dal breakcore - elemento di fondo prioritario - a sonorità barocche (baroquecore), dal black metal alla musica lirica, dallo swing alle melodie balcaniche, dal trip-hop alla musique concrete, dalle sonate classiche per pianoforte o clavicembalo alla chitarra spagnola, dai ritmi di batteria estremi alle percussioni tribali; il tutto centrifugato alla velocità della luce, tanto rapido nei passaggi e nelle variazioni di tempo da far restare davvero senza parole chi si avventura per la prima volta in questo tipo di sound. Certamente Igorrr si diverte a stupire l'ascoltatore, a spiazzarlo, ad allontanarlo dalla "comfort zone" dei suoi ascolti abituali, ponendolo di fronte a un caos organizzato di tale entità da far pensare come sia possibile che il tutto non sfugga di mano al musicista, che invece controlla e domina ogni elemento sonoro alla perfezione.
La domanda da porsi a questo punto è: esiste davvero un confine tra follia e genialità? Le due cose sono davvero distinte o molto spesso coincidono tra loro? Geniale o no, certamente Igorrr è uno dei musicisti più originali ed eclettici degli ultimi dieci anni, un musicista tanto "oltre" le classiche convenzioni da apparire conseguentemente ultra-moderno. Per essere tale, Igorrr ha bisogno di distruggere il vecchio, di catturare generi musicali esistenti da secoli per destrutturarli e portarli nella modernità; facendo ciò, dona una nuova vita e nuovi significati alla nobile idea di musica totale.

Tutti gli elementi sopracitati sono già presenti - in una miscela a dir poco esplosiva - nei precedenti "Nostril" (2010) e "Hallelujah" (2012). Il nuovo "Savage Sinusoid", pur nel suo estremismo, appare meno irruento e voglioso di stupire dei precedenti inni al caos; sembrerebbe un ulteriore livello di maturità raggiunto, che riduce la ricerca dell'effetto per una maggiore consapevolezza delle proprie capacità. Igorrr stavolta rinuncia a ogni campionamento; sembrerà incredibile ascoltando l'album, ma tutto è suonato da lui, a parte la batteria di Sylvain Bouvier.
Il viaggio in questo inaudito frullatore sonoro inizia con un urlo lancinante che precede un pesantissimo riff metal, ritmi breakcore e voci deformate; "Viande", nella sua brevità (meno di due minuti), è un biglietto da visita scioccante ma liberatorio per chi si approccia per la prima volta alla musica di Igorrr. "IeuD" è uno degli esperimenti più arditi di "Savage Sinusoid"; il canto urlato di un uomo primitivo preceduto da note di clavicembalo e seguito da ritmi breakcore di batteria, elementi death-metal e voci liriche femminili, rappresenta una sorta di iper-modernità che si confronta con il primitivismo dei Cromagnon. Una miscela inaudita che termina con poche note di flauto: schizofrenia e genialità si toccano.

"Houmous" viaggia tra musica balcanica, fisarmonica, metal ed elettronica da videogame. I ritmi senza fiato di "Opus Brain" sono l'esempio tipico dell'aspetto barocco di Igorrr; le ritmiche da moderno Bach si uniscono a spaventosi urli metal, dando nuovi significati alla parola progressive. Non si fa in tempo a digerire un suono che si è subito catapultati in mondi opposti; ancora una volta canto lirico a cui segue un finale da metal epico.
Dopo questo inizio che non lascia respiro, i toni cambiano. "Probleme d'emotion" parte quasi come una sonata classica per pianoforte che viene successivamente alterata da elettronica e archi. "Spaghetti Forever" cita l'Italia richiamando, all'inizio e alla fine, perfetti assoli di chitarra classica, ma nel mezzo c'è un caos fatto di chitarre distorte, synth, violini e destrutturazione totale.
I restanti brani vanno dallo sfrontato ipertecnicismo di "Va Te Foutre" - sorta di fuga verso il baratro di clavicembalo e chitarre metal che ripetono ostinatamente lo stesso motivo - ai ritmi zigani con cori da ubriachi da osteria della delirante "Cheval". Uno dei momenti più incredibili è "Robert", dove il frullatore viene impostato alla massima velocità; stavolta vi sono rimandi di musica concreta e avanguardia, ma tutto inserito sempre in un contesto con ritmi breakcore senza tregua. "Au revoir" chiude l'album con nuove citazioni di musica barocca, vittima sacrificale di una destrutturazione che non risparmia niente e nessuno.

Il quarto album di Igorrr segna una prova di maturità di un'artista che cerca davvero di creare una musica senza limiti e confini. Igorrr si candida a essere un vero pioniere di un nuovo modo di intendere la musica "totale".

(01/07/2017)



  • Tracklist
  1. Viande
  2. IeuD
  3. Houmous
  4. Opus Brain
  5. Probleme d'emotion
  6. Spaghetti Forever
  7. Cheval
  8. Apopathodiaphulatophobie
  9. Va Te Foutre
  10. Robert
  11. Au Revoir






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