In The Nursery

1961

2017 (ITN Corporation) | dark, neoclassical

I gemelli Klive e Nigel Humberstone tornano sulla scena con un album ispirato al 1961, anno della loro nascita. Il gruppo inglese continua la sua carriera trentennale con un disco che si muove tra sonorità dark-synth/new age e delicate sinfonie orchestrali, con una passione evidente per le colonne sonore più cupe e intimiste. Non a caso, il lavoro segue la sonorizzazione del film muto di Jean Epstein e Luis Buñuel, “The Fall Of The House Of Usher” del 1928.
“1961” è denso di riferimenti storici e culturali ma soprattutto galleggia in un’atmosfera sognante che scioglie l’attitudine post-punk in una sorta di dark neoclassico sui generis. Su tutto, emerge la sensazione che qualcosa, da quell’anno ad oggi, stia andando storto: a prevalere, è l’atmosfera di una melanconia diffusa, romantica quanto decadente.

“Until Before After” apre l’album fondendo l’attitudine wave dei Nostri con un gusto torbidamente magniloquente e classicheggiante, ben sottolineato dall’incedere della batteria, suonata da David Electrik, e dalla voce di Dolores Marguerite C, quest'ultima collaboratrice storica dai tempi di “Stormhorse”.
Con “Torschlusspanik” si entra appieno nello spirito di “1961” con un brano ispirato alla costruzione del Muro di Berlino: una cupa cavalcata tra sentimenti di angoscia e paura tra le future macerie culturali e sociali della Guerra Fredda a venire.
Non mancano, però, momenti in cui il dato biografico fra capolino nel maelstrom di riferimenti politici e sociali dell’album. “Grand Corridor”, ad esempio, ci parla dei corridoi del “Canadian Red Cross Memorial Hospital”, ospedale che ha dato i natali ai fratelli Humberstone, caduto in disuso nel 1985 e divenuto uno dei leggendari e più famosi luoghi infestati dai fantasmi nel Regno Unito. Tra ricordi, “hauntology” e miti di fondazione, gli In The Nursery compongono qui la loro personale e fantasmatica elegia.
Sono presenti anche diversi riferimenti letterari che ruotano attorno al fatidico anno. “Pacify” trae ispirazione dal romanzo postmoderno americano Catch-22 di Joseph Heller, mentre “Solaris” si riferisce all’omonimo romanzo di fantascienza dello scrittore polacco Stanisław Lem, pubblicato nel 1961, il quale ispirò anche il capolavoro cinematografico del regista russo Andrej Tarkovskij, realizzato nel 1972.

Sia “Retrofire”, sia “The Earth Was Blue” affrontano il tema della storia della corsa alla conquista dello spazio, altro argomento caldo della Guerra Fredda. Nella prima traccia, dall’andamento epico e marziale, possiamo ascoltare la registrazione della voce di Yuri Gagarin che racconta la sua esperienza di rientro sulla Terra, mentre la seconda è dedicata ad Alan Shepard, il primo americano nello spazio. “The Earth Was Blue” conclude il disco con una sorta di sguardo dall’alto, tra melanconiche tastiere e ombrosità emotive che cercano nei ricordi del passato, anche nel conflitto tra Est e Ovest, le risposte ai dubbi del nostro presente.

“1961” è un buon lavoro, che rivela l’interessante evoluzione degli In The Nursery: senza sconvolgimenti di sorta ma mostrando la loro ottima capacità di tradurre temi complessi nel loro personale spettrogramma emotivo. Un album consigliato, quindi, a tutti i fan del gruppo inglese.

(19/05/2018)



  • Tracklist
  1. Until Before After 
  2. Torschlusspanik 
  3. Consul 
  4. Grand Corridor 
  5. Retrofire 
  6. Pacify 
  7. Solaris 
  8. Prisoner Of Conscience 
  9. The Earth Was Blue
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