Jason Isbell & The 400 Unit

The Nashville Sound

2017 (Southeastern/Thirty Tigers) | country-rock

Per l’ex-Drive By Truckers questo è un periodo ricco di soddisfazioni: se lo spettro dell’alcol e della droga sono ormai un ricordo, il matrimonio con Amanda Shires e la nascita di una bambina (Mercy Rose) hanno regalato al musicista americano una stabilità emotiva che ha prodotto effetti anche sul suo profilo artistico.
Se “Something More Than Free” è stato l’album della celebrazione della felicità e della serenità, l’ultimo progetto con la sua band The 400 Unit è invece l’album della ritrovata normalità, Jason Isbell è nel frattempo divenuto un prim’attore del country-rock americano, un artista che può permettersi di mescolare le carte della sua musica senza modificarne l’esito.

In “The Nashville Sound” prevale il lato più rock e grintoso, l’effetto è un ricco e moderno country dai toni urbani, ai quali corrisponde anche uno spettro lirico più ampio, con testi che, oltre alle esperienze personali, prendono di petto anche le difficili e turbolente questioni politiche dell’America di Trump.
Le canzoni sono tratteggiate con enfasi e semplicità, una perfetta calibratura che permette alle ballate più raffinate di risplendere e lasciare il segno nell’affollato panorama cantautorale, ed è tra queste pagine più intime e delicate che giace infatti il piccolo gioiellino “If We Were Vampires”: un’estatica parentesi acustica dal suono chiaro, limpido e delicatamente introspettivo.

Il titolo (“The Nashville Sound”) non tragga in inganno, le storie dell’ultimo album di Jason Isbell non hanno per protagonisti cowboy e deserti assolati e polverosi, Jason racconta l’America di oggi, le sue canzoni sono infatti ruvide (“Cumberland Gap”), a volte ritmicamente muscolose e ricche di soul (“White Man’s World”), nonché inclini alla dilatazione chitarristica da jam session (“Anxiety”).
Tristezza e dolore sono invece protagoniste della più delicate e accorate ballad, alcune più rustiche (“Last Of My Kind”) altre quasi evanescenti e solitarie alla maniera di Elliott Smith (“Chaos And Clothes”) o perfino appassionate e nostalgiche (“Something To Love”).
La produzione di Dave Cobb è ancora una volta perfetta e priva di sbavature, al punto che diventa quasi difficile pensare alla musica di Jason Isbell senza quel sapiente mix di tradizione e modernità, grazie al quale brani come “Tupelo”, “Molotov” e “Hope The High Road” scivolano via con una naturalezza e un’autenticità che vi lasceranno stupiti.

(12/11/2017)



  • Tracklist
  1. Last Of My Kind
  2. Cumberland Gap
  3. Tupelo
  4. White Man's World
  5. If We Were Vampires
  6. Anxiety
  7. Molotov
  8. Chaos And Clothes
  9. Hope The High Road
  10. Something To Love  


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