Jason McNiff

Rain Dries Your Eyes

2017 (Tombola) | folk-pop, songwriter

Ci sono album che a volte riascolti con piacere chiedendoti che fine abbia fatto l'autore. Un interrogativo che nasce ogni volta che l'ultimo progetto di Jason McNiff, "April Cruel" del 2011, gira nel lettore. Già, perché il giovane songwriter, le cui origini si dividono tra la natia Inghilterra e le radici polacco-irlandesi, ha da sempre tutte le carte in regola per affermarsi, grazie a uno stile che intreccia la scrittura di Bob Dylan, Townes Van Zandt, Tim Hardin e Leonard Cohen con il mood tipicamente inglese di autori come Ralph McTell, Al Stewart o persino Ray Davies; eppure, il suo profilo resta poco noto e quasi frammentario, al punto che anche alcuni siti di riferimento presentano una discografia parziale e imprecisa.

È quasi buffo che in un panorama di cantautori resi famosi da un pugno di canzoni, McNiff non sia mai riuscito, in ben quindici anni di attività discografica, a raccogliere un benché minimo consenso, restando un perfetto outsider del folk contemporaneo, forse perché alla stucchevolezza e alla ruffianeria di molti colleghi l'autore ha preferito una purezza lirica e uno stile senza tempo. Su raffinati eppur semplici accordi di fingerpicking, McNiff parla d'amore e realtà quotidiane con uno stile compositivo scevro da trucchi, condividendo questa scelta con altri colleghi della moderna scena folk, tra questi Emma Tricca, con la quale ha recentemente pubblicato un mini-album, "Southern Star".

"Rain Dries Your Eyes" è un doppio cd che mette insieme vecchie canzoni e alcuni inediti, ma senza avere la struttura di una vera e propria antologia, al punto che diventa quasi difficile collocare le varie canzoni nei loro diversi spazi temporali e creativi. Alla maniera di Paul Simon o John Denver, la musica di Jason arriva al cuore senza eccessive mediazioni intellettuali o stilistiche, ma quello che sorprende è la qualità della scrittura: i trentatré brani scivolano senza mostrare cedimenti. L'inevitabile raffronto con il maestro Dylan non suona come un limite, anzi ha lo stesso valore di un complimento elargito a una donna quando la si paragona a un'attrice famosa. Le canzoni di Jason McNiff sono infatti di una bellezza avvolgente, ispirate ed evocative, nonché graziate da pregevoli arrangiamenti.

La padronanza della chitarra acustica e il perfetto fingerstyle sono il marchio sotto il quale il musicista conduce l'ascoltatore in un viaggio musicale che dall'Inghilterra si sposta verso l'America, ma anche in Italia: un paese che Jason ama da quel lontano viaggio a Roma del 2005 che ispirò "Hills Of Rome".
L'album si apre con "Off The Rails", title track dell'esordio del 2002, che detta le atmosfere di gran parte delle canzoni, spesso catturate dal vivo nello studio di registrazione. Ed è un susseguirsi di ballate folk e blues alla Bert Jansch, pronte a farsi carezzare dal suono di un violino ("Southbound Train", "Blow Up The Bridge"), da quello di un banjo ("Weeping Willows Weep", con i Grand Drive), da un organo che sembra rubato dalle session di "Blonde On Blonde" ("Another Man") e perfino da un sax (una versione di "In Our Time" scelta tra ben cento registrazioni), senza mai perdere un briciolo di personalità.

Jason McNiff non si fa intrappolare dai canoni del circuito folk, come un troubadour cattura vecchie sonorità mitteleuropee ("Adieu To Lausanne"), azzarda un'originale e stuzzicante incursione nel rock con tanto di fiati e chitarra elettrica sfiorando alcune pagine dei Pink Floyd ("A Different Word"), si muove con grazia tra realtà differenti (il profumo del Messico in "All Around America" e del folk italiano in "Tombola"), fino a prosciugare il suo stile per accostarsi all'essenza del folk e del blues ("Cairo").

È comunque difficile raccontare un disco come "Rain Dries Your Lives" in poche parole: il tocco agrodolce della splendida "Woody's Annie Hall" e dell'introversa "Summertime In Soho", la perfezione lirica di "I Remember You" (Bob ne sarebbe fiero), lo struggente duetto chitarra e voce con Emma Tricca in "Nobody's Son", la maturità espressiva delle sue più recenti composizioni ("Sun Comes Up", "Bus Of Tears") e l'arguta rilettura di vecchie canzoni ("Sicily") sono un biglietto da visita più che sufficiente per tirar fuori Jason McNiff da uno stato di culto che gli sta ormai sempre più stretto.

(05/10/2017)



  • Tracklist
  1. Off The Rails
  2. Woody's Annie Hall
  3. Southbound Train
  4. I Remember You
  5. Another Man
  6. Blow Up The Bridge
  7. Hang On To Your Woman
  8. Kissing In The Wind
  9. Summertime In Soho
  10. Marry Him
  11. Nobody's Son *Featuring Emma Tricca
  12. Adieu To Lausanne
  13. Students Of Love
  14. New York
  15. Hat
  16. Journey Home
  17. In Our Time
  18. Hills Of Rome
  19. Green
  20. A Different Word
  21. All Around America
  22. Tombola
  23. Delia
  24. Sun Comes Up
  25. Coming Back To Life
  26. Game Over
  27. Heart Of A Poet
  28. Bus Of Tears
  29. Pilgrim Soul
  30. The Picture
  31. Sicily
  32. Weeping Willows Weep
  33. Cairo (Stuck In The Past)


Jason McNiff on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.