Joan La Barbara

The Early Immersive Music Of Joan La Barbara

2017 (Mode) | sperimentazione vocale, elettronica

"Voice is the original instrument": il titolo del primo lavoro da solista è manifesto e sintesi di ciò che Joan La Barbara ha praticato dai primi anni Settanta e per tutto il suo percorso artistico, strenua ricerca espressiva intorno alle tecniche vocali estese.
Membro del Philip Glass Ensemble per oltre un lustro, performer con Steve Reich e dedicataria di opere firmate da John Cage ("Eight Whiskus") e Morton Feldman ("Three Voices"), la sua opera prende forma in un'epoca in cui, per l'appunto, lo strumento-voce veniva completamente ridefinito: fondamenta gettate in prima istanza da Cathy Berberian, musa e protagonista del "Thema: Omaggio a Joyce" (1958) di Luciano Berio, cui più avanti avrebbero fatto seguito altre virtuose sperimentatrici femminili come Meredith Monk, Laurie Anderson e Diamanda Galás, mentre dalla nostra parte dell'oceano si consumavano le più radicali disforie dell'inglese Phil Minton e del talento acquisito Demetrio Stratos, peraltro interprete di alcuni mesostici di Cage.

Dal 1984 Mode si è imposta come etichetta di riferimento grazie alle sue nutrite serie in cd e Dvd-audio dedicate ai compositori del Novecento, dai sopracitati maestri della New York School a Iannis Xenakis e Giacinto Scelsi. La presente raccolta segna invece il passaggio all'altissima fedeltà del formato Blu-Ray, e ci offre tre nuovi missaggi in stereo delle opere "immersive" di La Barbara, realizzati sotto la sua supervisione: la strumentazione elettronica è stata per lei, ancor prima che un potente mezzo di composizione stratificata, un'opportunità per moltiplicare la propria voce e ascoltarsi in tante diverse modulazioni del "sé" vocale. I tre brani qui proposti - uno dei quali, "CYCLONE", mai edito su disco - sono disposti in ordine cronologico inverso ma procedono per gradi crescenti di complessità sonora, partendo da un esercizio di emulazione pseudo-naturalista per approdare infine a una dimensione acusmatica totalmente astratta.

"as lightning comes, in flashes", datato 1981 e pubblicato nell'omonimo album due anni più tardi, si configura da subito come la creazione di un ambiente sonoro circoscritto: un diorama di foreste pluviali entro il quale si confondono richiami come di uccelli, ululati e gorgoglii gutturali prodotti con lente inspirazioni a bocca aperta. Lallazioni, fonemi sconnessi e acuti teatrali vorticano intorno a bassi continui derivati dalla meditazione trascendentale, i quali si allineano su un'unica tonalità negli ultimi minuti del brano, risolto nell'arduo stile del canto armonico tuvano. In seguito all'incisione, le otto tracce confluite nel nastro non sono state rimaneggiate da La Barbara, perciò ciascun effetto è dato unicamente dalla loro sovrapposizione e dalla mutevole disposizione nello spazio acustico.
Originariamente l'artista aveva immaginato il brano come una performance all'aria aperta, agita da cantanti e danzatori in ampi costumi, con l'intento di simboleggiare una metafora della vita come somma caotica di tanti percorsi individuali, ciascuno sviluppato secondo il proprio ritmo spontaneo. Quel che invece risulta dalla composizione in studio è una cornice sonora animata da un impeto aspro e fauve, nella quale si riconosce la vicinanza alle coeve prestazioni dell'ensemble vocale di Meredith Monk.

"Autumn Signal" del 1978 (incluso in "Reluctant Gypsy", 1980) si ispira alla libertà gestuale introdotta dalle coreografie di Merce Cunningham così come alla "typoetry" di Emmett Williams, autore affiliato alla corrente Fluxus: il suo volume "Sweethearts" contiene soltanto variazioni tipografiche del titolo, le cui lettere sono disposte in figure sempre diverse entro il formato regolare delle pagine. Il testo poetico di La Barbara - una "metamorfosi verbale" in cui ogni verso origina dal precedente - forma la base della prima di quelle che definì "soundance" poiché, in modo simile al movimento ritmico sul palco, le sorgenti audio vengono distribuite variamente nello spazio senza che nessuna perda la propria "centralità" nell'insieme sonoro.
Tratto distintivo di "Autumn Signal" è la componente futuristica introdotta dalla sola traccia recitata, dove altezza e sfocatura del suono vengono stressati costantemente in un moto ondulatorio per mezzo del sintetizzatore Buchla - un autentico prototipo del vocoder che oggi più che mai ritorna nella musica pop. Questa pista può essere utilizzata come base per l'esecuzione dal vivo, attingendo a piacere da una tavolozza sonora di clic, svolazzi, trilli e toni sostenuti con la respirazione circolare.

Da ultimo troviamo il lungo "inedito": presentato agli ISCM Weltmusiktage a Bonn, in Germania, "CYCLONE" (1976-77) vinse il premio internazionale della giuria per l'ambiente sonoro. Realizzato su nastro a sedici piste assieme all'eclettico polistrumentista Bruce Ditmas, il brano mescola registrazioni sintetizzate di vento ai vocalizzi soffocati di La Barbara, anticipatòri rispetto alla "serpenta" Galás. Nel minaccioso soundscape le pervasive correnti d'aria simulano il moto circolare delle voci che, assieme a lievi percussioni amplificate ed elettroniche, si spostano senza sosta nel surround dei canali, da destra a sinistra e dal primo al secondo piano acustico.
La mezz'ora di durata contribuisce a creare l'effetto di un labirinto mentale ineludibile: a quarant'anni di distanza, l'atto unico di "CYCLONE" mantiene la potenza espressiva di un film senza immagini, e nel suo ermetico e angoscioso involversi potrebbe rappresentare un "Erwartung" schoenberghiano per l'era postmoderna.

Il taglio tematico di questa pubblicazione d'archivio concentra l'attenzione sulla produzione "polifonica" di La Barbara, appagando gli estimatori di lunga data e ispirando nelle nuove generazioni l'approfondimento di questa imprescindibile protagonista dell'avanguardia americana. La resa audio della pubblicazione targata Mode, infine, la rende già da ora di riferimento assoluto per questo lato della sua epopea creativa.

(26/10/2017)

  • Tracklist
  1. as lightning comes, in flashes (1981)
  2. Autumn Signal (1978)
  3. CYCLONE (1976-77)
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