John Maus

Screen Memories

2017 (Ribbon Music) | post-punk, synth-pop, dark-wave

John Maus si prende sei anni per pubblicare il quarto album solista. Sei anni in cui studia, scrive, fabbrica sintetizzatori modulari, consegue il dottorato in filosofia politica e registra a casa in solitaria "Screen Memories", nella quiete del Minnesota.
Astrazione e artigianato, futuribile e futuristico sono solo alcune parole che definiscono questo lavoro visionario. Come un pioniere dell’elettronica, Maus fabbrica gli strumenti della propria musica conducendo una ricerca radicale che richiede tempo e spazio, la cui filosofia – quasi antitetica rispetto a quella che regola il business musicale odierno – si fonda sull’elaborazione di una precisa ratio compositiva e su di un processo di scrittura come esperimento costante, che porta in anni alla creazione di un’opera finita coerente.

Sul fronte retrò del panorama dell'elettronica attuale, insieme ai canadesi Essaie Pas, Maus costruisce brani la cui matrice è uno scarno post-punk, evidente nelle linee di basso e nei groove, in cui i synth e la voce – tra Ian Curtis (Joy Division) e Peter Murphy (Bauhaus) – sono incaricati di definire le sfumature del sound, come il gothic-pop di "Teenage Witch", l'industrial-funk di "Touchdown", la darkwave di "Find Out" e il dream-pop di “Decide Decide”.
Chiude “Bombs Away”, unico brano a provenire (davvero) dal passato in quanto progetto pregresso realizzato insieme ad Ariel Pink e Matt Fishbeck a nome Holy Shit.

Suonando un po’ à la Kraftwerk e ragionando un po’ à la Devo, Maus ammicca a quelle "screen memories" che ci riportano alla fantascienza anni Settanta e Ottanta, tra cui quella del John Carpenter artista audiovisuale recentemente tornato dal vivo, alle quali si saranno ispirati anche Michael Stein e Kyle Dixon per la colonna sonora della serie tv di culto "Stranger Things".
Ma la poetica alla base di questo disco non genera semplicemente la ricollezione e riproduzione degli stilemi di quegli anni con lo scopo di premere i bottoni di una nostalgia vintage: Maus fabbrica una macchina del tempo in cui inserisce come algoritmi fraseggi pop e strutture minimaliste per creare un anti-prodotto, con un processo di lavoro tutt’altro che in linea con quello delle produzioni pop contemporanee dal (così appetibile) sapore retrò (del tempo perduto).

“Screen Memories” è fatto di canzoni compiute e melodie orecchiabili che rimangono in testa e che reclamano di essere condivise dal vivo. E’ un album intrigante, godibile e con un’energia elettronica dark che cattura corpo e mente.

(23/01/2018)

  • Tracklist

1. The Combine
2. Teenage Witch
3. Touchdown
4. Walls Of Silence
5. Find Out
6. Decide Decide
7. Edge Of Forever
8. The People Are Missing
9. Pets
10. Sensitive Recollections
11. Over Phantom
12. Bombs Away



John Maus su OndaRock
Recensioni

JOHN MAUS

A Collection Of Rarities And Previously Unreleased Material

(2012 - Ribbon)
Una raccolta di inediti per il nuovo eroe del synth-wave a tinte dark

JOHN MAUS

We Must Become The Pitiless Censors Of Ourselves

(2011 - Upset The Rhythm)
John Maus prosegue sulla strada degli omaggi dedicati alla mitica scena dark-wave condita da chili di ..

John Maus on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.