Kim Myhr

You | Me

2017 (Hubro) | free folk

Non occorre fare alcun tipo di distinzione entro il percorso solista di Kim Myhr: sia in veste acustica che amplificata, il suo dialogo interiore si esprime con le stesse modalità, per accumulazione di texture e arpeggi risonanti in grado di emanare un fioco ma persistente bagliore autunnale.
Tra i protagonisti del crescente e prezioso catalogo Hubro, il chitarrista norvegese riprende con ancor più decisione il discorso avviato un anno fa con “Bloom”, primo album “elettrico” seguìto a stretto giro dalla sorvolabile parentesi noise al fianco di Lasse Marhaug (“On The Silver Globe”, Sofa, 2017).

Disposto su due lati come il suo titolo, “You | Me” è una divagazione strumentale quieta e senza barriere, che procede allo stesso ritmo dei pensieri al confine tra veglia e sonno. L’ordinaria bellezza della distesa marina in copertina sembra dire tutto, e a quanto pare ha offerto ispirazione a Myhr ancor prima di incidere l’album. La morbida effettistica della chitarra assume tinte pastello molto vicine al bedroom-pop dei Trouble Books, benché i referenti stilistici dei pattern qui inanellati afferiscano all’area minimalista, e in particolare alle incisioni dello Steve Reich Ensemble per ECM. La pulsazione ritmica che ispirò le "Music for" del maestro americano diventa per Myhr un metronomo naturale che, invece di fungere da perno alla progressiva e regolare evoluzione di una partitura, accompagna lo spontaneo abbandono alle cullanti ondate di suono che si frangono l’una sull’altra – un placido scorrere che sul lato B ha origine da due semplici accordi della 12-string.

Nonostante la firma singola dell’album, “You | Me” si avvale anche delle percussioni atmosferiche di tre ospiti decisamente di rilievo: Tony Buck (The Necks), Ingar Zach (padrone di casa Sofa) e Hans Hulbækmo (Moskus, Skadedyr e molte altre formazioni d’area scandinava), ciascuno discretamente dedito a una propria ulteriore coloritura del paesaggio immaginario guidato da Myhr, la cui efficace forma finale si deve al missaggio di Johnny Skalleberg e al mastering di Marcus Schmickler, nume tutelare dell’elettroacustica moderna.
Così il tepore delicato di queste libere armonie ci raggiunge per tenere in vita il nostro spirito in attesa della primavera: un dominio espressivo di cui Kim Myhr è umile e sensibile protagonista.

(05/12/2017)

  • Tracklist
  1. A
  2. B
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